Mercoledì, 17 Luglio 2024
Corsa all'innovazione

L'Italia nel patto Ue per creare le nuove Spotify

Accordo con Francia, Germania, Spagna e Belgio per un fondo che eviti la fuga all'estero delle scaleup, le imprese di successo che potrebbero diventare giganti dell'hi tech

L'Europa ha un problema con le scaleup, le imprese tecnologiche che hanno già una storia di successo alle spalle, ma a cui manca la spinta finale per diventare "unicorni", ossia giganti capaci di avere un valore sul mercato superiore al miliardo di dollari, come la svedese Spotify. Attualmente, nel continente gli unicorni sono un centinaio, e di questi nessuno è in Italia. Gli Usa sono decisamente più avanti, e in più, insieme alla Cina, hanno un numero maggiore di scaleup in rampa di lancio. Una delle ragioni principali è la carenza di fondi. E proprio per colmare questo gap cinque Stati Ue, tra cui il nostro, ha siglato con la Bei, la Banca europe degli investimenti, un accordo per dare vita alla Etci, la European tech champions initiative, un fondo da 3,7 miliardi di euro.

Il fondo mira a sostenere le imprese nella ricerca di investimenti privati. Dall'inizio del 2021 fino a maggio 2022, più di 280 società tecnologiche europee in diversi settori hanno raccolto megaround (ossia investimenti da fondi privati) superiori a 100 milioni di euro, ma il 67% dei finanziamenti per questi round proveniva da investitori non europei. "Le start-up tecnologiche europee - spiega la Bei - spesso non dispongono di capitali sufficienti per competere su scala globale e sono spinte a trasferirsi all'estero. Colmare questo divario di espansione potrebbe creare un gran numero di posti di lavoro altamente qualificati e stimolare la crescita".

Gli unicorni in Europa

L'Etci riceverà 1 miliardo di euro a testa da Spagna, Francia e Germania, mentre Italia e Belgio contribuiranno rispettivamente con 150 e 100 milioni. A chiudere il cerchio la Bei, con 500 milioni. Il minore investimento del nostro Paese rispetto a Madrid, Parigi e Berlino è dettato anche dal ritardo nella creazione di scaleup (o "soonicorn", ossia società che potrebbero diventare unicorni nel breve periodo). Tra soonicorn e unicorni, secondo un report di i5Invest, a metà 2022 la Germania contava 77 aziende, seguita dalla Francia con 54, la Spagna con 10 e il Belgio con 9 (per restare ai Paesi dell'Etci). L'Italia era ferma a 6 scaleup: di queste, a fine 2022, una è diventata unicorno, ossia Scalapay, società che offre soluzioni di pagamento a rate per l'ecommerce.  

Il caso di Scalapay, creata nel 2019 da un trentenne italiano cresciuto in Australia, dimostra che anche nel nostro Paese è possibile spiccare il salto verso il mondo dei giganti tecnologici in tempi relativamente brevi. Ma servono capitali per evitare che le società più promettenti non finiscano all'estero. Vale per l'Italia, ma anche per l'Ue. "Offrire sostegno alle imprese innovative europee nella loro fase avanzata di sviluppo, quando vogliono ampliare la propria attività, è essenziale per salvaguardare l'autonomia strategica dell'Ue", dice Werner Hoyer, presidente della Bei. "L'Europa ha forti innovatori, ma deve migliorare l'ambiente affinché le aziende passino da startup a concorrenti credibili e leader di mercato", aggiunge. 

I "soonicorn" nel Sud Europa

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