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Lunedì, 27 Giugno 2022
Energia e guerra

Pagheremo il gas russo in rubli?

In questi giorni scade il termine per pagare Gazprom. Mosca vuole che si usi la sua valuta. Italia possibilista, ma l'Ue si oppone

L'ora della verità dovrebbe scoccare a breve: i Paesi Ue dovranno decidere in questi giorni se consentire alle loro aziende energetiche di acquistare o meno il gas russo pagando in rubli, così come stabilito da Mosca per rispondere alle sanzioni economiche comminate dall'Occidente dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. 

Nella seconda metà di maggio, infatti, scade il termine ultimo per il pagamento della fornitura di gas da parte delle compagnie Ue, tra cui l'italiana Eni, a Gazprom. I riflettori sono puntati sui conti di Gazprombank, l'istituto di credito controllato dal gigante energetico russo: le società europee, per continuare a rifornirsi rispettando il diktat del Cremlino, dovrebbero aprire un conto in rubli presso questa banca. Ma la Commissione Ue ha già avvisato che una tale mossa violerebbe le sanzioni contro Mosca: il problema non è Gazprombank, uno dei pochi grandi istituti russi non colpiti dalle sanzioni Ue, ma il fatto che, come hanno spiegato a Bruxelles, aprire un conto in rubli comporterebbe il passaggio di denaro europeo attraverso la banca centrale di Mosca, questa sì sanzionata.

Di diverso avviso non è solo Gazprom, secondo cui non c'è alcun transito via banca centrale, ma anche alcuni governi Ue, compreso quello italiano. "Non c'è nessuna dichiarazione ufficiale che i pagamenti in rubli violino le sanzioni, quindi è una zona grigia", ha detto il premier Mario Draghi la scorsa settimana, ricordando che "il più grande importatore, la Germania, ha già pagato in rubli e la maggior parte degli importatori di gas hanno già aperto conti in rubli". Secondo Bloomberg, sarebbero già 20 le società europee che hanno aperto "conti speciali" presso Gazprombank, ma non è chiaro se la valuta sia in rubli o meno.

La Commissione, stando alle ultime indiscrezioni, avrebbe chiarito che aprire un conto in euro o in dollari presso Gazprombank per il pagamento del gas non viola le sanzioni, "ma questo non autorizza il pagamento del gas in rubli o l'apertura di altre procedure di conversione della valuta con conti secondari", scrive l'Ansa. Dai corridoi di Bruxelles, però, resta il più totale riserco su cosa possa comportare un eventuale secondo conto in rubli. La sensazione è che Bruxelles alla fine potrebbe chiudere un occhio se la conversione da euro, o dollari, in rubli dovesse avvenire all'interno della banca russa senza costringere direttamente le compagnie europee a farlo. Un modo per salvare la faccia, e non essere costretti ad ammettere che un'improvvisto stop alle forniture di gas dalla Russia potrebbe mettere a serio rischio l'economia Ue, in particolare Germania e Italia. Lo scrive oggi la Commissione europea nella sue previsioni economiche per il 2022. 

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