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Sabato, 24 Febbraio 2024
La decisione

Mutui sempre più cari: la Bce alza ancora i tassi d'interesse

La mossa annunciata già lo scorso mese, l'aumento di 25 punti base porta il tasso complessivo al 3,75%. La presidente della Banca centrale Lagarde: "A settembre ulteriore aumento o pausa, ma di sicuro non taglieremo"

Come ampiamente anticipato, la Banca centrale europea ha deciso un ulteriore aumento dei tassi d'interesse di 25 punti base, portando il tasso complessivo al 3,75%, il livello più alto degli ultimi 23 anni, una scelta dettata dalla volontà di combattere l'inflazione ma che comporterà inevitabili aumenti nel costo dei mutui. Si tratta del nono aumento consecutivo e non è escluso che a settembre non arrivi il decimo.  Francoforte si è mossa in linea con la Federal Reserve statunitense che ieri ha aumentato i tassi di interesse per l'undicesima volta dal marzo 2022, con i funzionari Usa che hanno avvertito che potrebbero esserci altri aumenti in arrivo. Aumentato anche il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali (Orp, il tasso di interesse che le banche pagano quando prendono in prestito denaro dalla BCE per una settimana), che passa dal 4 al 4,25%. "L'inflazione continua a scendere ma si prevede che rimarrà ancora troppo alta e troppo a lungo", ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde, nel motivare la decisione.

Perché la Bce continua ad alzare i tassi d'interesse (facendo infuriare l'Italia)

Era stata la stessa francese ad annunciare il mese scorso il rialzo, creando un polemica per l'anticipazione considerata una mossa azzardata e che ha fatto infuriare l'Italia e scatenando le critiche del governo di Giorgia Meloni. Anche per questo la banca centrale dei 20 Paesi che utilizzano l'euro ha abbandonato la pratica di segnalare la sua prossima mossa, promettendo un approccio basato sui dati e deciso riunione per riunione. "Le future decisioni del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di interesse di riferimento della BCE siano fissati a livelli sufficientemente restrittivi per tutto il tempo necessario a conseguire un tempestivo ritorno dell'inflazione all'obiettivo di medio termine del 2%. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio dipendente dai dati per determinare il livello e la durata appropriati della restrizione", si legge nella decisione.

 Questo lascerà gli investitori a indovinare se un altro rialzo dei tassi è in arrivo a settembre o se luglio segna la fine della più rapida ondata di inasprimento della Bce. Quello che è sicuro, ha garantito Lagarde, è che non ci saranno tagli. "Le nostre decisioni potrebbero variare da un mese all'altro, potremmo decidere un aumento o una pausa, e quello che decideremo a settembre non sarà definitivo, potrebbe variare, ma quello che è sicuro è che non taglieremo", i tassi d'interesse, "ma sul resto può essere un aumento o una pausa". Ma la prima ipotesi sembra ancora la più probabile. "Vediamo una probabilità del 60% che la Bce aumenti ancora di 25 pb il 14 settembre", ha detto Salomon Fiedler della banca tedesca Berenberg alla Reuters. 

Un ulteriore inasprimento sarebbe comunque coerente con le dichiarazioni dei falchi di Francoforte, tra cui il membro tedesco del consiglio direttivo, Isabel Schnabel, secondo cui un aumento eccessivo dei tassi sarebbe comunque meno costoso di un loro mancato aumento. Il refrain che si ripete nelle stanze della Bce resta: meglio fare troppo che troppo poco.  Il problema di Francoforte è che l'inflazione sta scendendo troppo lentamente (è anzi salita al 5,5% a giugno dal 5,3% di maggio), e potrebbe impiegare fino al 2025 per tornare al target del 2%, in quanto l'impennata dei prezzi, inizialmente guidata dall'energia, si è diffusa nell'economia generale. Ma la terapia d'urto della banca centrale sta mettendo a dura prova l'economia e l'ultima indagine sui prestiti bancari ha mostrato che la domanda di finanziamenti da parte delle imprese è scesa al livello più basso mai registrato.

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Anche il mercato del lavoro è piuttosto fermo, con un basso tasso di disoccupazione che potrebbe portare ad un aumento dei salari nei prossimi anni. Per questo motivo molti investitori e analisti si aspettano che la Bce prema nuovamente il grilletto a settembre e si fermi solo se i dati salariali dell'autunno daranno sollievo. "Vediamo poco spazio per un allentamento dell'orientamento da falco", ha dichiarato sempre alla Reuters Anatoli Annenkov della francese Société générale. "Ci sembra che ci siano ancora rischi al rialzo per l'inflazione e ci aspettiamo un ultimo rialzo di 25 punti base a settembre prima che l'attenzione si sposti sul bilancio alla fine dell'anno".

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