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Giovedì, 18 Agosto 2022
La crisi energetica / Spagna

Madrid contro il governo spagnolo e l'Ue: "Non ridurremo i consumi di gas"

La presidente della regione Isabel Diaz Ayuso invita le imprese a non rispettare il nuovo piano di Sanchez, che prevede risparmi nell'uso di condizionati, riscaldamenti e illuminazioni per tutte le imprese

Madrid contro Madrid. O meglio, la Comunità autonoma contro il governo spagnolo. È il braccio di ferro lanciato dalla presidente della regione di Madrid, Isabel Diaz Ayuso, leader dei popolari di centrodestra, che si è opposta al piano dell'esecutivo di centrosinistra guidato da Pedro Sanchez che mira a ridurre i consumi di gas del Paese del 7% entro marzo. 

Il piano, che deriva da un accordo raggiunto a fatica dagli Stati Ue (anche per l'opposizione della stessa Spagna) per prevenire eventuali stop alle forniture di gas dalla Russia, prevede che tutte le aziende limitino i consumi. L'aria condizionata non potrà essere abbassata al di sotto dei 27 gradi in estate e il riscaldamento non potrà superare i 19 gradi in inverno, mentre le vetrine dei negozi dovranno spegnere le luci entro le 22. Misure simili sono già state messe in atto per gli edifici della pubblica amministrazione, mentre per il momento rimangono volontarie per le famiglie. "Il mondo è sottosopra, abbiamo una guerra in Europa", ha detto martedì la ministra per la transizione ecologica Teresa Ribera spiegando il piano, aggiungendo che lo "sforzo speciale" è anche per mostrare "unità e solidarietà" ai partner europei.

La Spagna, infatti, non è dipendente dalle forniture russe, e negli ultimi anni ha rafforzato gli investimenti sulla sicurezza energetica. Anche per questo, il governo si è opposto alla prima bozza del piano redatto dalla Commissione europea per contrastare il ricatto sul gas di Mosca, piano che prevedeva tagli obbligatori ai consumi validi per tutti i Paesi Ue e pari al 15% rispetto alla media degli ultimi anni. Ribera, insieme ad altri governi europei, ha fatto pressioni per rivedere le misure e ha concordato tagli meno draconiani. 

L'intervento dell'esecutivo non ha però convinto Diaz Ayuso, presidente della Comunità autonoma di Madrid e considerata una possibile candidata alla poltrona oggi occupata da Sanchez. “Madrid non parteciperà" al piano di risparmi, ha detto, perché "questo genera insicurezza e spaventa il turismo e i consumi. Provoca oscurità, povertà, tristezza”, ha aggiunto su Twitter. Una posizione che rischia di aprire un conflitto istituzionale tra Stato e regione. Secondo fonti legali consultate dal quotidiano El Pais, “Ayuso non può impedire il rispetto della norma" perché le misure previste riguardano i privai e "in linea di principio un presidente di regione non può dire che nella sua comunità non viene rispettato un regolamento statale”.

L'iniziativa di Ayuso non sembra essere stata condivisa anche da altri esponenti del suo partito popolare. A partire dal leader nazionale Alberto Nunez Feijoo, secondo cui bisogna "dire la verità agli spagnoli": un piano di risparmio energetico in Spagna è "essenziale" e "i piani che indicano dei limiti per attivare i condizionatori d'estate e il riscaldamento d'inverno mi sembrano giusti. Dobbiamo ridurre i consumi energetici superflui e concordare con i consigli comunali sul risparmio dell'illuminazione elettrica notturna per prepararci a eventuali tagli o riduzioni di energia”. 

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