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Giovedì, 8 Dicembre 2022
La mappa del gas

Il maxi-gasdotto tra Spagna e Italia prende quota. Grazie a Macron

Il no di Parigi al MidCat, il collegamento per portare il gas dalla penisola iberica alla Germania, rilancia il progetto a cui lavorano Snam e Enagas

Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Ma anche il presidente francese Emmanuel Macron e le trattative tra i governi Ue all'ombra di Bruxelles per riscrivere la mappa energetica europea. Perché il no di Parigi al MidCat, il progetto per portare il gas dalla penisola iberica alla Germania (e rendere Berlino meno dipendente dalle bizze della Russia) ha avuto l'effetto di rilanciare un altro maxi progetto transeuropeo, quello per la costruzione di un gasdotto che colleghi Barcellona a Livorno, nei pressi di Piombino. 

La nuova mappa del gas Ue

Ne sono sicuri i media spagnoli, che hanno ricostruito come Madrid e Roma stiano collaborando per ottenere il via libera (e i finanziamenti) dell'Ue per realizarre l'opera. Un tubo da 700 chilometri su cui stanno lavorando l'italiana Snam e la spagnola Enagas. Da un lato, ci sono i porti iberici, i più capienti d'Europa per accogliere le navi di tutto il mondo che trasportano il gas naturale liquefatto, un mercato sempre più in crescita. Dall'altro, una rete pronta ad alimentare il centro e il nord del Continente, facendo dell'Italia un hub del gas in Europa grazie ai suoi collegamenti con il Nord Africa (Algeria e Libia), l'Azerbaigian (Tap) e, in prospettiva, i giacimenti nel Mediteranneo orientale. 

Il progetto si trova tra le mappe che la Commissione europea ha presentato nel RePowerEU, il piano energetico elaborato per rispondere alla crisi in corso e rendere l'Ue indipendente dal gas russo. Secondo El Pais, il gasdotto "richiederebbe un investimento compreso tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro, e da uno a due anni per essere completato". Enagas avrebbe già messo sul piatto 1,5 miliardi. Il resto dovrebbe arrivare da Snam e, si spera, da Bruxelles. L'8 luglio scorso, secondo La Informacion, Snam "ha tenuto un incontro a Roma a cui ha partecipato Ditte Juul Jorgensen, direttore generale per l'Energia della Commissione europea. L'ordine del giorno dell'incontro prevedeva l'affrontare questioni strettamente legate al piano per un gasdotto nel Mediterraneo, come la diversificazione dell'approvvigionamento di gas, la promozione delle infrastrutture energetiche e lo sviluppo dell'idrogeno verde". Già, perché l'idea alla base del progetto è di utilizzare la nuova connessione nell'immediato per il gas, ma in prospettiva per l'idrogeno prodotto da fonti rinnovabili.

L'impegno italiano e il piano B di Sanchez

L'idea di un gasdotto tra Catalogna e Toscana non è nuova, ma il progetto era stato messo nel cassetto prima della pandemia di Covid. Per poi essere ritirato fuori nel maggio scorso, sotto la spinta principalmente del governo italiano e dell'amministratore delegato di Snam, Stefano Venier, ritenuto molto vicino a Mario Draghi. L'impressione, infatti, è che per l'esecutivo spagnolo guidato da Pedro Sanchez la priorità sia stata finora il MidCat, il collegamento con la Germania. Sia Sanchez, sia il cancelliere tedesco Olaf Scholz si sono esposti a favore di tale progetto. Ma Macron si è messo, altrettanto pubblicamente, di traverso.

Per la Francia, infatti, l'occasione è ghiotta: con la crisi energetica in corso, Berlino avrà bisogno di elettricità a basso prezzo che Parigi può garantire grazie ai suoi reattori nucleari. Tanto più che la Germania ha rinunciato a sfruttare le sue centrali, destinate a chiudere i battenti nei prossimi mesi. Inoltre, anche la Francia ha dei terminali di gnl da tutelare dalla concorrenza dei vicini iberici. Un quadro complicato, tanto più perché vede al centro i principali Paesi Ue. Anche per questo, la Commissione europea sta evitando di prendere posizione sul MidCat. "Se ne sta lavando le mani", scrivono i media spagnoli. Un atteggiamento che starebbe convincendo Madrid a spostare le sue pressioni a Bruxelles sul gasdotto Barcellona-Livorno. 

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