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Sabato, 13 Aprile 2024
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In pensione a 64 anni: Macron scavalca il Parlamento e ora si teme il caos

Parigi ha deciso di approvare la controversa riforma solo con un voto al Senato e bypassando l'Assemblea nazionale grazie a una procedura speciale. Il presidente: "Non si può giocare con l'avvenire del Paese"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha deciso di forzare la mano sulla sua impopolare riforma del sistema nazionale delle pensioni, bypassando il parlamento e facendola approvare solo dal governo. La premier Elisabeth Borne ha utilizzato una procedura speciale per scavalcare l'Assemblea Nazionale, decisione che ha scatenato la protesta dei deputati della sinistra che hanno brandito cartelli contro la riforma.

La mossa, che si avvale del cosiddetto articolo 49:3 della Costituzione, garantirà l'adozione del disegno di legge che innalza di due anni l'età pensionabile a 64 anni, dopo settimane di proteste e scioperi nella nazione. Ma dimostra anche che Macron e il suo governo non sono riusciti a raccogliere una maggioranza sufficiente in Aula, il che renderà il proseguo della legislatura più complicato. Il Senato, la Camera alta, aveva dato il via libera alla legge in mattinata, come previsto, grazie al sostegno dei senatori del partito conservatore Les Republicains (Lr). Ma il voto pomeridiano dell'Assemblea nazionale, la Camera bassa, sarebbe stato un'altra cosa. Lì, i deputati repubblicani erano divisi sulla questione.

Borne è stata accolta da fischi al suo arrivo in Aula quando è andata ad annunciare la procedura e la seduta è stata sospesa per due minuti dopo che i deputati di sinistra, cantando l'inno nazionale, le hanno impedito di parlare. Alcuni avevano cartelli con la scritta "No ai 64 anni". Quando la sessione è ripresa, la premier ha preso la parola, ma il suo discorso è stato in gran parte coperto dai fischi e dai cori dei parlamentari dell'opposizione e dalle grida di "dimissioni".

"Non possiamo giocare d'azzardo sul futuro delle nostre pensioni, questa riforma è necessaria", ha detto Borne ai deputati. "Il mio interesse politico e la mia volontà politica era di andare al voto", ma "ritengo che allo stato attuale i rischi finanziari ed economici fossero troppo grandi", avrebbe detto Macron durante un Consiglio dei ministri straordinario, sostenendo che non si può "giocare con l'avvenire del Paese", secondo quanto riportato dai media francesi.

La leader dell'estrema destra del Rassemblement National, Marine Le Pen ha chiesto a Borne di dimettersi: "Questo ricorso all'ultimo minuto al 49:3 è uno straordinario segno di debolezza", ha detto, aggiungendo: "Deve andarsene". La riforma delle pensioni non ha alcuna "legittimità parlamentare", ha tuonato il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon.

Il ricorso a questa misura rischia di far infuriare ulteriormente i sindacati, i manifestanti e i partiti di opposizione di sinistra, secondo i quali la revisione delle pensioni è ingiusta e non necessaria. "Questo governo non è degno della nostra Quinta Repubblica, della democrazia francese", ha dichiarato Fabien Roussel, capo del Partito Comunista Francese. Il capo del Partito Socialista, Olivier Faure, ha dichiarato alla Reuters che una simile mossa potrebbe scatenare "un pericolo incontrollabile" dopo settimane di scioperi e proteste.

Proclamata una nuova giornata di sciopero per il prossimo 23 marzo mentre a Parigi, in Place de la Concorde, si sono registrati momenti di tensione tra la polizia e i manifestanti. Le forze dell'ordine hanno effettuato una serie di cariche per spingere la folla a sgomberare la piazza. La situazione è poi tornata alla calma.

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