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Sabato, 4 Febbraio 2023
Più Rer per tutti / Francia

Dal centro città all'hinterland in treno: come Macron vuole rilanciare il trasporto ferroviario

Il presidente francese ha annunciato un piano per potenziare i collegamenti su binari in 10 aree metropolitane del Paese

Un maxi piano per potenziare i collegamenti ferroviari di dieci grandi centri urbani del Paese alle periferie e all'hinterland. È quello annunciato dal presidente francese Emmanuel Macron allo scopo di "dare un'accelerata all'ecologia, all'economia, alla qualità della vita", come ha spiegato lui stesso in una diretta social.

Un piano un po' a sorpresa, riferisce "Le Monde", sottolineando che Macron ha varato questo progetto ambizioso "senza alcuna concertazione col governo, stupendo persino gli eletti locali". Una decisione ancora più inattesa dopo che, ricorda il quotidiano francese, a inizio novembre, un emendamento al progetto di legge finanziaria - presentato dal blocco di opposizione di sinistra ed ecologisti - che concedeva 3 miliardi di euro alle ferrovie, era stato ritirato dal testo dallo stesso esecutivo.

Evidentemente, qualcosa nei piani del capo dell'Eliseo, alle prese con un difficile mandato per via della mancanza di una maggioranza al Parlamento e della crisi energetica in corso, è cambiato. Macron vuole adesso puntare su un maxi piano di investimento nel settore ferroviario metropolitano, presentato come un "super obiettivo, una grande ambizione nazionale", ovvero sviluppare una rete Rer (acronimo di Rete espressa regionale) in dieci città metropolitane sul modello di quanto già fatto a Parigi. Quali saranno queste città non è ancora chiaro: di sicuro ci dovrebbero essere Lille, Strasburgo, Bordeaux, Lione e Marsiglia, ma anche Rennes e Grenoble.

Secondo chi ha dimistichezza con l'Eliseo, l'intento di Macron è quello di rispondere da un lato al caro carburante, e dall'altro al rischio di nuovi movimenti di protesta come quello dei "gilet gialli", che nel biennio 2018-2019 mise a ferro e fuoco il Paese per protesta contro l'aumento dei costi dei trasporti e le politiche climatiche. Il lancio di un'operazione che ponga fine all'isolamento di alcuni territori, la 'Francia profonda' vicina alla destra di Marine Le Pen, potrebbe anticipare eventuali proteste e favorire l'occupazione laddove latita. 

Ma dietro la mossa del presidente c'è anche il segnale di un'insoddisfazione verso l'esecutivo. Proprio oggi, la ministra Caroline Cayeux, delegata alle Collettività territoriali, si è dimessa dal suo incarico, mentre da tempo fonti dell'Eliseo hanno fatto filtrare un crescente fastidio del presidente verso le resistenze di una parte della maggioranza ai suoi piani ecologisti. Le Monde osserva che in un contesto di incertezze multiple - calo di popolarità, scandalo delle consulenze McKinsey, carovita, guerra in Ucraina - appare evidente che Macron "intende scandire il suo secondo quinquennio di annunci sull'ecologia nella vita quotidiana". Dopo l'obiettivo di 2 milioni di auto elettriche prodotte in Francia nel 2030, la cessazione della plastica nei fast food e il rinnovamento termico delle scuole, entro Natale dovrebbero arrivare nuovi annunci. "Non chiedo ai miei ministri di indossare dolcevita, chiedo loro di portare decisioni e azioni concrete", ha concluso il titolare dell'Eliseo nel suo annuncio di oggi.

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