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Lunedì, 16 Maggio 2022
Inflazione record

Lagarde tiene a bada i falchi: “Alzare i tassi non abbassa il prezzo dell’energia”

La presidente risponde alle critiche sulla gestione dell’impennata dell’inflazione. Poi l’ammissione sui prezzi delle case: “Finora abbiamo sottovalutato il loro impatto”

Due ore di botta e risposta per difendere la sua politica monetaria. Un’agguerrita Christine Lagarde questo pomeriggio ha replicato punto su punto agli europarlamentari, principalmente del Nord Europa, che le hanno chiesto quello che si domandano tanti economisti: come mai la Banca centrale europea - a differenza della Federal Reserve americana e della Banca d’Inghilterra - non ha ancora risposto alla galoppante inflazione ai massimi storici nell’Eurozona? La risposta, secondo la numero uno dell’Eurotower, è molto semplice: perché, ha sostenuto, non servirebbe a niente.

“A determinare questo livello di inflazione sorprendentemente alto”, ha detto la presidente della Bce nell’audizione alla commissione Affari economici dell’Europarlamento, sono “in modo predominante i costi energetici e le strozzature che hanno un impatto su un'offerta limitata in risposta a una forte domanda”. “Se prendessimo provvedimenti di politica monetaria” come la tanto evocata “fine graduale” del programma di acquisto di titoli e dunque l’aumento dei tassi di interesse, tale azione “avrebbe un impatto sui costi energetici? Non credo proprio”. Una politica monetaria di questo tipo, ha continuato a chiedersi Lagarde, senza nascondere un certo sarcasmo, “scatenerebbe all'improvviso un meraviglioso traffico di container e camion? Nemmeno”. Di qui le resistenze del capo della Bce a cambio di rotta richiesto dai ‘falchi’.

Assieme ai temi di politica monetaria, un’altra preoccupazione evocata da diversi europarlamentari è stata quella della crescita dei prezzi delle case. Ai timori di una bolla immobiliare, Lagarde ha replicato ammettendo che “è un fatto” che “i prezzi delle case sono aumentati nell’Eurozona”. Tuttavia, ha poi ammesso la presidente della Bce, “i costi delle case sono una componente che finora non abbiamo preso in considerazione adeguatamente nelle rilevazioni dell’inflazione" e per questo “abbiamo deciso di includerli nelle nostre misure sull’inflazione”. Ma tale novità “non si può introdurre dall'oggi al domani, perché serve un processo statistico che sia coerente in tutta l’Eurozona". Solo “una volta che l'Eurostat e gli istituti nazionali di statistica avranno ultimato tale lavoro dovremmo prendere in considerazione i costi legati alla casa che al momento sono sottovalutati e rappresentano un vero costo per i nostri concittadini europei”, ha concluso la numero uno della Bce.

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