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Domenica, 23 Giugno 2024
Il caso

L'Ue obbliga il governo a recuperare 400 milioni dall'ex Alitalia

L'Antitrust di Bruxelles ha ritenuto illegittimo il prestito concesso nel 2019. A pagare non sarà Ita Airways

L'Italia dovrà recuperare 400 milioni di euro dall'ex Alitalia. È quanto ha stabilito la Commissione europea, che ha ritenuto illegittimo il prestito ponte concesso nel 2019 dall'allora governo Conte. Da qui la richiesta a Roma di recuperare l'ammontare previsto, compresi gli interessi maturati nel frattempo.

Nella sua indagine formale, Bruxelles ha concluso che, nel concedere il 26 ottobre 2019 il prestito ponte di 400 milioni di euro ad Alitalia (commissariata nel maggio 2017), "l'Italia non si è comportata come avrebbe fatto un operatore privato, non avendo valutato in anticipo la probabilità di rimborso dei prestiti, più gli interessi, bensì si è concentrata" solamente nel voler "garantire la continuità del servizio dei voli nazionali e internazionali di Alitalia".

La Commissione europea ha ritenuto che l'aiuto non potesse essere approvato ai sensi degli orientamenti Ue sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione, notando che la compagnia aveva già beneficiato di aiuti precedenti, vale a dire i due prestiti concessi ad Alitalia nel 2017 da 900 milioni di euro, mai rimborsati e già dichiarati allo stesso modo illegali da Bruxelles nel settembre 2021. Anche "il nuovo prestito" da 400 milioni di euro, ha spiegato l'Antitrust Ue, "violava l'obbligo una tantum previsto dagli orientamenti" comunitari.

Su questa base, Bruxelles ha concluso che "nessun investitore privato" all'epoca si sarebbe esposto concedendo un prestito alla compagnia, e che "l'aiuto ha conferito ad Alitalia un ingiusto vantaggio economico rispetto ai suoi concorrenti sulle rotte nazionali, europee e mondiali", rappresentando "un aiuto di Stato incompatibile".

Ma su chi ricadrà il peso del recupero del prestito? La Commissione, nella sua nota ufficiale, esclude che sia Ita Airways, l'erede di Alitalia, il soggetto da cui recuperare le somme. Bruxelles spiega di aver "già rilevato nel settembre 2021" che la nuova Ita Airways "non è il successore economico" della compagnia, pur avendone rilevato alcuni asset, e "che pertanto non è tenuta a rimborsare l'aiuto ricevuto da Alitalia". 

Il recupero, ha spiegato la Commissione, dovrà essere fatto grazie ai proventi della liquidazione dei beni dell'ex compagnia di bandiera: "L'amministrazione straordinaria di Alitalia è tuttora in corso", ha spiegato una portavoce della Commissione. "Nel caso di una impresa insolvente, l'eliminazione della distorsione della concorrenza può essere ottenuta registrando le richieste relative all'aiuto illegale nella gerarchia dei creditori della procedura fallimentare in corso sotto l'amministrazione straordinaria - continua l'esecutivo Ue - Pertanto i 400 milioni saranno ripagati da Alitalia entro i limiti dei ricavi ottenuti dalla vendita dei beni della compagnia e dal valore di qualsiasi bene rimanente che non venga venduto", conclude.

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