Mercoledì, 17 Luglio 2024
Economia

Gli italiani tra i meno virtuosi in Europa nel ridurre i consumi di gas

Il Belaese sotto l'obiettivo Ue del 15%. I "frugali" tedeschi e olandesi rispettivamente sopra il 20 e il 30%

Lo scorso agosto, mentre il gas raggiungeva prezzi record, siamo stati il Paese europeo che ne ha consumato di più in assoluto. Non certo un buon inizio per rispettare il regolamento varato dall'Ue che ha fissato un target di riduzione dei consumi di metano del 15% per far fronte alla grave crisi energetica e al taglio delle forniture dalla Russia. Dopo quattro mesi dall'entrata in vigore del regolamento, l'Italia resta tra i Paesi meno virtuosi del blocco, e l'obiettivo Ue non è stato ancora raggiunto. A differenza di Germania e Olanda, che hanno fatto registrare tagli superiori, rispettivamente, al 20 e al 30%. È quanto emerge dai dati pubblicati da Eurostat.

Grafico a barre: riduzione dei consumi di gas naturale, agosto-novembre 2022 vs. 2017-2021

Secondo il regolamento Ue, gli Stati membri devono raggiungere un obiettivo di riduzione del 15% per il periodo agosto 2022-marzo 2023 rispetto alla media dello stesso periodo dei cinque precedenti anni (2017-2021). Prendendo come riferimento il periodo agosto-novembre, il consumo generale dell'Ue è diminuito del 20,1%, ma ci sono varie differenze tra i vari Paesi. 

In 18 Stati membri il consumo è sceso oltre l'obiettivo del 15%, in alcuni con un ampio margine (superiore al 40%). I consumi sono diminuiti maggiormente in Finlandia (-52,7%), Lettonia (-43,2%) e Lituania (-41,6%). Bene anche, come dicevamo, Olanda e Germania. Nel novero dei virtuosi, rientra per poco la Francia, che si attesta sul 15% di riduzione. Sotto il target, invece, troviamo 9 Paesi, tra cui Polonia, Ungheria e Spagna, oltre l'Italia. Ci sono poi Malta e Slovacchia, che al contrario, hanno persino aumentato i loro consumi. 

Cosa prevede il regolamento Ue sui consumi di gas

Il regolamento era stato proposto in estate dalla Commissione europea, ma alcuni Paesi, tra cui la Spagna e la stessa Italia, si erano opposte all'idea di fissare dei target obbligatori. Per questo, l'accordo trovato tra i governi Ue prevede che il raggiungimento dell'obiettivo del 15% sia perseguito su base volontaria: l'obbligo scatterebbe solo in caso di conclamata emergenza. Inoltre, sono state approvate una serie di deroghe, in base alle quali, per esempio, l'eventuale obiettivo obbligatorio dell'Italia, secondo quanto detto all'epoca dall'ex ministro Roberto Cingolani, sarebbe del 7%. In altre parole, pur restando tra i meno virtuosi, gli italiani sono andati oltre gli impegni presi. Un ruolo può averlo giocato senza dubbio il clima particolarmente mite dell'autunno. 

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