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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Lavoro

Il Paese Ue dove l'occupazione cresce meno è l'Italia

Lo rivela l'Eurostat: rispetto ai livelli pre-pandemia, il tasso di recupero è stato la metà della media europea

L'Italia è il Paese Ue che ha avuto la più bassa crescita del tasso di occupazione nel 2021. Il "rimbalzo" dopo il primo anno di pandemia, ha permesso all'Unione di recuperare i livelli occupazionali pre-Covid (68,4% contro il 68,1% del 2019), ma lo stesso andamento non si registra nel Belpaese, con un tasso inferiore a quello del 2019 (58,2% contro 59%) e superiore di soli 0,7 punti a quello del 2020 (mentre la media Ue è di una crescita di 1,4 punti). Anche in Grecia, che è l'unico Stato membro a registrare un tasso d'occupazione più basso del nostro, il recupero dei livelli occupazionali è stato più sostenuto che in Italia. 

A snocciolare le statistiche è l'Ansa, sulla base dei dati Eurostat. Le difficoltà occupazionali nel nostro Paese non sono legate solo alla pandemia, scrive l'Ansa. L'occupazione dal 2012 in Italia è cresciuta ma molto più lentamente rispetto alla media europea. Se in Italia si è passati da un tasso di occupazione del 56,1% nel 2012 al 58,2% nel 2021 con un aumento di 2,1 punti nello stesso periodo nella media Ue il tasso di occupazione è cresciuto di 6,2 punti. In Francia si è passati da un tasso del 64,4% a uno del 67,2% con una crescita di 2,8 punti ma in Germania la crescita è stata di 3,8 punti (dal 72% al 75,8%) e in Grecia, unico Paese nel 2021 con un tasso di occupazione inferiore a quello italiano si è registrata una crescita di 6,8 punti dal 2012 (dal 50,4% al 57,2%). In Spagna il tasso di occupazione è passato dal 55,8% del 2012 al 62,7% con una crescita di 6,9 punti.

E' aumentato sostanzialmente in linea con l'Europa il tasso di occupazione tra i 55 e i 64 anni. grazie soprattutto alla riforma delle pensioni e all'aumento dell'occupazione femminile. Tra il 2012 e il 2021 il tasso di occupazione della fascia di lavoratori più anziana è passato dal 39,9% al 53,4% con un aumento di 13,5 punti. Nello stesso periodo nella media Ue il tasso è passato dal 46,6% al 60,5% con un aumento di 13,9 punti. La crescita per le donne è stata dal 30,6% al 44% (+13,4 punti) a fronte del passaggio dal 39,7% al 54.3% per la media Ue (+14,6 punti). 
 

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