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Lunedì, 8 Agosto 2022
Le stime dell'Ue

"Le bollette resteranno alte a lungo e aumenteranno anche i prezzi alimentari", l'allarme di Bruxelles

Le previsioni economiche della Commissione ritoccano al ribasso la crescita dell'Italia. La causa principale l'inflazione, più alta della media dell'Eurozona

La ripresa dell'economia italiana, come del resto quella dell'Eurozona, dovrà fare i conti con un'inflazione più alta di quella prevista in precedenza. A guidarla, come è noto, il caro bollette, che comporterà rincari a catena, in particolare sui prezzi dei prodotti alimentari. È l'allarme lanciato dalla Commissione europea, cjhe ha presentato le sue previsioni economiche invernali.

"Le indicazioni dei contratti futuri - ha detto il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni - mostrano che i prezzi dell'energia dovrebbero rimanere elevati più a lungo e che le pressioni sui prezzi si stanno estendendo a diverse categorie di beni e servizi". Di conseguenza, gli esperti di Bruxelles hanno rivisto al rialzo le stime sull'inflazione nel 2022: nell'Eurozona, l'aumento dei prezzi dovrebbe essere del 3,5%. In Italia, la stima è ancora più alta della media dei Paesi euro: +3,8%

Anche per questo, la Commissione ha rivisto al ribasso la previsione di crescita dell'Italia per il 2022, che comunque rimane elevata, al 4,1%, rispetto al 4,3% stimato nello scorso novembre. Invariata la stima per il 2023, anno in cui la crescita del Pil italiano è attesa al 2,3%, come nello scorso novembre. Dopo la crescita del 6,5% nel 2021, che ha recuperato buona parte del gap perso durante la pandemia, la previsione a breve termine per l'economia italiana è "oscurata" da continue disfunzioni nelle forniture e dalla rapida crescita dei prezzi dell'energia, si legge nel documento allegato alle previsioni di Bruxelles. Il potere d'acquisto eroso e il calo della fiducia dei consumatori dovrebbe danneggiare la crescita a breve termine, specie nei servizi ai consumatori. Tuttavia, gli "elevati tassi di vaccinazione" contro il Covid-19 dovrebbero "prevenire un irrigidimento delle misure di contenimento e la contrazione della produzione nella prima parte dell'anno".

Assumendo che l'attuale ondata pandemica sia "di breve durata", l'attività economica dovrebbe "riprendere spinta nel secondo trimestre del 2022 e continuare ad espandersi nella seconda metà dell'anno". La spesa dei consumatori, aiutata dal "miglioramento" delle condizioni del mercato del lavoro e dallo "svanire dell'incertezza legata alla pandemia, dovrebbe sostenere la crescita", prevede la Commissione. D'altro canto, ci sono dei fattori di rischio, su tutti l'inflazione. In Italia, scrive Bruxelles, "i prezzi dell'energia dovrebbero raggiungere il picco nel primo trimestre del 2022 e sono destinati a rimanere su livelli elevati per tutto l'anno, con l'aumento dei costi dell'energia che probabilmente faranno aumentare ulteriormente i prezzi dei generi alimentari". Inoltre, "la pressione salariale è destinata ad aumentare solo gradualmente, poiché la maggior parte dei contratti di lavoro nel settore manifatturiero è stata recentemente rinnovata e il mercato del lavoro continua a rimanere debole".

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