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Lunedì, 8 Agosto 2022
Economia

“Irrealistiche le previsioni di crescita Ue”

Il commissario Gentiloni avverte: “Poco ragionevole il ritorno alle vecchie regole del Patto di stabilità”. Compromesso in Eurogruppo: “Stati riducano il debito, se possono”

Per l’economia dell’Ue è arrivato il momento di “prepararsi all’impatto della guerra”. L’avvertimento è arrivato da Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, in occasione della seconda riunione dell’Eurogruppo dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Nel precedente incontro tra i ministri delle Finanze, il giorno dopo l’ingresso nel Paese dei carri armati di Vladimir Putin, avevano prevalso le dichiarazioni emotive e le citazioni storiche. Questa volta i toni sono stati decisamente più pragmatici. 

“Avevamo previsto una crescita del 4%, ma questi numeri non sono più realistici”, ha ammesso Gentiloni nel consueto punto stampa prima della riunione. La forza dello shock ‘ucraino’ sull’economia dell’Eurozona “non sarà insignificante”, ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio, che è tornato ad evocare strumenti europei per far fronte alla nuova crisi. “Credo che una risposta comune e forte possa ridurre l’impatto” della guerra e delle sanzioni “che certamente ci sarà sulle nostre economie”, ha spiegato. In ogni caso è “l'incertezza totale nella quale siamo” rende “irrealistica” e “poco ragionevole” l'idea di “tornare semplicemente alle regole precedenti” del Patto di stabilità, attualmente sospese ai sensi della General escape clause azionata dalla Commissione europea durante la crisi pandemica. Un messaggio, quello di Gentiloni, rivolto ai governi che premono per il ritorno ai parametri di stabilità finanziaria. 

Tra questi c’è la Germania che, per bocca del ministro alle Finanze Christian Lindner, ha ribadito che “non è ancora il momento giusto per decidere” sul ritorno o meno alle regole sulla riduzione del debito pubblico. “Vediamo prima gli sviluppi economici”, ha aggiunto il ministro prima di recarsi alla riunione, preannunciando uno scontro interno con i Paesi che sperano in un’estensione dello stop alle norme sulla stabilità. 

Il comunicato finale dell’Eurogruppo, concordato dai 19 ministri dell’Eurozona, non a caso è un esercizio di equilibrismo della politica economica. “Nell'ottica di preservare la sostenibilità del debito negli Stati membri con un debito pubblico elevato - si legge nella nota - concordiamo sull'opportunità di avviare un graduale aggiustamento fiscale per ridurre il proprio debito pubblico, se le condizioni lo consentono”. Parole che possono essere lette da ciascun governo come meglio crede.

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