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Giovedì, 30 Maggio 2024
Economia

Inflazione record in Europa, occhi puntati sulla Bce (che per ora non reagisce)

Francoforte non segue l’esempio della Federal Reserve e non tocca gli stimoli all’economia Ue. Bruxelles scommette sullo stop alla corsa dei prezzi entro il 2022, ma le precedenti previsioni sono state disattese

A fronte di un’inflazione record al 5,1 per cento, continuano gli inviti alla calma da parte delle istituzioni politiche ed economiche dell’Unione europea. Dalla riunione del Consiglio direttivo della Bce dovrebbe infatti arrivare il via libera alla riconferma delle attuali politiche monetarie nonostante le notizie delle ultime ore vadano contro le precedenti previsioni dell’Eurotower. 

Spinta dai prezzi dell'energia, l'inflazione dell'Eurozona ha infatti raggiunto a gennaio il record del 5,1 per cento, superando ampiamente la previsione del 4,4 per cento. I piani alti della Bce si aspettavano che l’aumento dei prezzi avrebbe raggiunto il picco a novembre, ma così non è stato.

Di qui lo scetticismo di alcuni analisti per l’atteggiamento della Bce che manterrà invariate le politiche in vigore rinviando qualsiasi reazione alla galoppata dei prezzi alla riunione di marzo, quando saranno a disposizione nuove previsioni economiche. Negli ultimi giorni diverse testate internazionali hanno dato conto della ferrea volontà da parte della presidente della Bce Christine Lagarde di bocciare l’esempio della Federal Reserve statunitense che si è già attivata per riportare l’inflazione sotto controllo senza privilegiare la crescita. 

Lagarde ha affermato che la Banca centrale europea ha “tutte le ragioni per non agire così rapidamente o spietatamente” come la Federal Reserve, perché le prospettive di inflazione dell'eurozona rimangono più favorevoli e la sua economia ha bisogno di più stimoli rispetto a quella americana.

A gettare acqua sul fuoco è stato anche il presidente dell’Eurogruppo, l’irlandese Paschal Donohoe, che ha ribadito in un’audizione al Parlamento europeo che “finora non ci sono segnali di effetti significativi di secondo impatto derivanti dagli aumenti salariali e l'inflazione dovrebbe iniziare a diminuire quest'anno per poi scendere al di sotto dell'obiettivo della Bce del 2 per cento nel 2023”. Un ottimismo non condiviso dal alcuni membri del Consiglio direttivo della Bce che già nella riunione di dicembre hanno mostrato forti preoccupazioni sul fatto che i rischi legati all’inflazione continuino a crescere.

Poco più di un anno fa, ha ricordato la testata Politico, la Bce stimava che l'inflazione media di quest’anno sarebbe stata intorno all’1,1 per cento. Il che dovrebbe bastare per mettere in allarme i banchieri centrali che non è detto continuino a seguire la linea dettata da Lagarde.

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