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Sabato, 28 Maggio 2022
Patto di stabilità

La guerra in Ucraina allontana il ritorno all'austerità: stop norme sul debito anche nel 2023

La Commissione era pronta a decretare la fine della sospensione del Patto di stabilità e un graduale ritorno a una politica di bilancio più rigida. Ma l’invasione di Putin ha cambiato tutto

Un ‘booster’ di flessibilità per l’economia europea alimentato dall’incertezza sulla guerra alle porte dell’Ue. Lo stop alle regole fiscali dovuto all’arrivo del Covid-19 rischia di protrarsi a causa della ‘variante ucraina’ che potrebbe anche far saltare la riforma del Patto di stabilità e crescita.

Dopo aver sospeso due anni fa le regole sul tetto al deficit e sulla riduzione del debito pubblico, la Commissione europea era pronta a modificare le regole fiscali in vista del ritorno, auspicato a Bruxelles, delle norme comuni sulla politica di bilancio. L’idea era semplice: rendiamo le regole più chiare, ma riattiviamole. Invece, palazzo Berlaymont ha annunciato oggi che almeno alcune regole del Patto di stabilità sono destinate a restare lettera morta anche nel 2023.

“Vista l’incertezza molto alta - ha spiegato il vicepresidente dell’esecutivo Ue, Valdis Dombrovskis - la Commissione europea non sta considerando l’applicazione della regola di un ventesimo e questo è parte della nostre linee guida per il 2023”. Il riferimento è alla norma che stabilisce, per la quota del rapporto debito/Pil che eccede il 60%, un tasso di riduzione pari ad un ventesimo all'anno nella media dei tre precedenti esercizi.

La precisazione della Commissione è arrivata con le linee guida sulla politica di bilancio per il 2023, l’anno in cui era prevista la disattivazione della General escape clause. Si tratta della clausola che ha sospeso le norme di stabilità fiscale all’inizio della pandemia per consentire ai Paesi Ue di far fronte alle ingenti spese extra per sconfiggere il virus e mantenere in piedi l’economia. 

Le linee guida di oggi avrebbero dovuto suonare la fine della ‘ricreazione’ dal Patto di stabilità e un graduale ritorno a una politica di bilancio più sostenibile. Tuttavia, il documento è stato presentato “nel contesto dell'invasione non provocata e ingiustificata dell'Ucraina da parte della Russia” che “ha un impatto negativo sulle prospettive di crescita e inclina ulteriormente i rischi al ribasso”, si legge nella nota della Commissione.

Di qui i dubbi sull’effettivo ritorno delle norme di stabilità che, in vista di un possibile rallentamento dell’economia dovuto alla guerra in Ucraina, potrebbero mettere in Paesi in difficoltà. Il conflitto, ha spiegato il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, “chiaramente ha aumentato l'incertezza già elevata”. “L'invasione russa dell’Ucraina - ha proseguito l’ex premier - avrà probabilmente un impatto negativo sulla crescita dell'Ue, anche attraverso ripercussioni sui mercati finanziari, ulteriori pressioni sui prezzi dell'energia, strozzature più persistenti nella catena di approvvigionamento ed effetti sulla fiducia”. Un contesto che potrebbe essere incompatibile con il ritorno delle norme Ue di stabilità, tanto che “dovremo rivalutare la prevista disattivazione della General escape clause nel 2023 sulla base delle nostre previsioni di primavera, che presenterò a metà maggio”, ha concluso il commissario.

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