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Lunedì, 8 Agosto 2022
L'analisi / Russia

La guerra sta cambiando il mercato del petrolio a vantaggio dell'Africa (ma anche della Cina)

Mosca ne sta vendendo di più a Pechino ma anche all'India, a prezzi scontati, mentre l'Europa si rivolge a Paesi come Nigeria e Camerun, che stanno aumentando il loro giro d'affari

Che l'Ue decida o meno di imporre delle sanzioni sul petrolio russo, il mercato mondiale del greggio sta già cambiando dall'inizio della guerra in Ucraina, e a trarne vantaggio sono stati da una parte alcuni Paesi africani e dall'altra i due giganti asiatici: Cina e India. Le sanzioni imposte a Mosca dopo l'inizio del conflitto a febbraio, tra cui il divieto di Stati Uniti e Regno Unito di importare petrolio, hanno spinto Vladimir Putin a rivolgersi a Pechino e Nuova Delhi che stanno raccogliendo carichi a forte sconto, secondo i dati del settore e gli operatori commerciali. E così dopo un iniziale calo, ad aprle le esportazioni russe sono tornate ai livelli precedenti all'invasione secondo i dati dell'Agenzia Internazionale dell'Energia con sede a Parigi, e i prezzi del petrolio si sono stabilizzati intorno ai 110 dollari dopo aver toccato un record che non si vedeva da 14 anni arrivando sopra i 139 dollari al barile in marzo.

Come riporta la Reuters in una analisi sulla questione, complessivamente il flusso di petrolio russo verso l'Asia via mare è aumentato di almeno il 50% dall'inizio dell'anno. Dall'altra parte, per compensare la perdita di petrolio russo, i raffinatori europei si sono rivolti alle importazioni di greggio dell'Africa occidentale, che ad aprile sono aumentate del 17% rispetto alla media 2018-2021 secondo Petro-Logistics. Anche i dati di Eikon mostrano un aumento e indicano che 660mila barili al giorno provenienti principalmente da Nigeria, Angola e Camerun sono stati spediti nell'Europa nord-occidentale a maggio.

I volumi di greggio dell'Africa occidentale destinati all'India, invece, si sono quasi dimezzati, secondo Gerber, con 280 barili al giorno consegnati ad aprile rispetto ai 510mila di marzo, visto che Nuova Delhi ora si affida maggiormente alla fornitura russa. Ma per Abuja non è un dramma, in quanto con la domanda europea in fibrillazione i prezzi del greggio nigeriano stanno raggiungendo livelli record. Anche l'offerta dal Nord Africa verso il Vecchio continente è aumentata del 30% da marzo, secondo Petro-Logistics. I dati di Eikon indicano che gli arrivi in Europa nord-occidentale dal porto egiziano di Sidi Kerir, che secondo gli analisti è probabilmente greggio saudita, saranno quasi raddoppiati rispetto a marzo, superando i 400mila barili ai giorno a maggio.

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