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Giovedì, 22 Febbraio 2024
L'analisi / Germania

La Germania teme la guerra commerciale dell'Ue con la Cina, le costerebbe 6 volte più della Brexit

Secondo uno studio, Berlino pagherebbe un costo più alto rispetto alla media del blocco. Anche in caso di accordo di libero scambio con gli Usa

Berlino teme una guerra commerciale con la Cina che costerebbe molto caro alla nazione, già provata dalla crisi del gas scatenata in seguito all'invasione dell'Ucraina. Un disaccoppiamento dell'Unione europea dal gigante asiatico, che comporterebbe misure di ritorsione da parte di Pechino, costerebbe alla Germania quasi sei volte di più della Brexit. È quanto emerge da un'analisi di scenario condotta dall'Istituto ifo per conto dell'Associazione industriale bavarese (Vbw).

La Germania non sarebbe l'unico Paese Ue a subire le conseguenze di una guerra commerciale aperta con la Cina: se Berlino perderebbe lo 0,81% del Pil, il resto dell'Unione europea registrebbe un -0,53%. Secondo una stima fatta dallo stesso Ifo Institut, il contraccolpo economico della Brexit per l'Ue è di un calo del Pil pari allo 0,16%. 

"La de-globalizzazione ci rende più poveri. Piuttosto che allontanarsi da importanti partner commerciali senza una buona ragione, le aziende dovrebbero rifornirsi di input anche da altri Paesi, per ridurre la dipendenza unilaterale e critica da alcuni mercati e regimi autoritari", afferma Lisandra Flach, coautrice dello studio. In Germania, a perdere maggiormente in una guerra commerciale con la Cina sarebbero l'industria automobilistica (-8,47% di perdita di valore aggiunto; -8.306 milioni di dollari), le aziende produttrici di mezzi di trasporto (-5,14%; -1.529 milioni di dollari) e i produttori di macchinari e attrezzature (-4,34%; -5.201 milioni di dollari).

"Se la Germania, in quanto Paese esportatore, vuole riallineare il proprio modello di business, l'onshoring delle catene di fornitura non è una soluzione in grado di aiutare l'economia. Un'opzione più promettente sarebbe quella di stabilire partenariati strategici e accordi di libero scambio con nazioni affini, come gli Stati Uniti. Questo dovrebbe essere l'obiettivo della politica economica tedesca ed europea", afferma Florian Dorn, coautore dello studio.

Come ricorda la Handelsblatt, la Cina è di gran lunga il partner commerciale più importante della Germania: nel 2021 tra i due Paesi sono state scambiate merci per un valore di circa 245 miliardi di euro. Nel loro studio, i ricercatori Ifo hanno simulato cinque scenari, tra cui un disaccoppiamento dei paesi occidentali dalla Cina, combinato con un accordo commerciale tra l'Ue e gli Stati Uniti. L'accordo commerciale Ue-Usa potrebbe attutire l'impatto negativo del disaccoppiamento dell'Occidente dalla Cina sulle economie tedesca e statunitense, ma non controbilanciarlo completamente. A causa dei guadagni attesi nelle relazioni commerciali con gli Stati Uniti, i costi netti sarebbero a un livello simile ai costi previsti della Brexit.

L'Istituto ifo ha applicato il suo modello commerciale alla simulazione di cinque scenari, tra cui il disaccoppiamento dei Paesi occidentali dalla Cina, combinato con un accordo commerciale tra Ue e Usa. L'accordo commerciale Ue-Usa potrebbe attenuare gli effetti negativi del disaccoppiamento sulle economie tedesca, europea e statunitense, ma non compensarli completamente. Dati i guadagni previsti nelle relazioni commerciali con gli Stati Uniti, i costi netti sarebbero simili a quelli previsti per la Brexit. Questo per la Germania. Per il resto dell'Ue, invece, il contraccolpo sarebbe decisamente inferiore, pari allo 0,06% del Pil.
 

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