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Lunedì, 27 Giugno 2022
La crisi / Germania

Gas, la Germania attiva il piano d'emergenza: "I cittadini consumino meno energia"

La mossa di Berlino dinanzi al rischio di uno stop alle forniture dalla Russia, che chiede pagamenti in rubli per aggirare le sanzioni Ue sulla guerra in Ucraina

La Germania ha attivato oggi il primo livello del piano di emergenza destinato a garantire l'approvvigionamento di gas naturale, a fronte del rischio di uno stop delle forniture russe. L'annuncio ha subito fatto schizzare in alto il prezzo del gas sulla borsa di Amsterdam. Mentre gli esperti economici del governo hanno pubblicamente invitato i cittadini "a consumare di meno".

La decisione di attivare il piano di emergenza, che è previsto da un regolamento Ue del 2017, è stata comunicata dal ministro dell'Economia, Robert Habeck. "Ora un'unità di crisi interna al ministero" si occuperà della supervisione della situazione. Il piano di emergenza comprende tre livelli e al momento "la sicurezza degli approvvigionamenti" è garantita in Germania, ha spiegato Habeck.

La mossa di Putin

La Russia - ricorda la Bild - rimane irremovibile nella sua richiesta di pagamento delle forniture di gas russo all'Europa occidentale in rubli. Entro domani, per ordine del presidente Vladimir Putin, le modalità saranno elaborate in modo che il sistema sia "semplice, comprensibile, trasparente e attuabile" per gli acquirenti di gas europei e internazionali, come spiegato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Putin ha annunciato la scorsa settimana che la Russia avrebbe fornito gas alla Germania e ad altri "stati ostili" solo dietro pagamento in rubli, in modo da sostenere la valuta russa sotto pressione. Tuttavia, i contratti sono conclusi in euro e dollari. Il G7 e l'Unione europea nel suo complesso rifiutano i pagamenti in rubli. "Putin sta cercando di aggirare di nuovo le sanzioni attraverso una richiesta di pagamenti in rubli. Ciò è stato impedito da una decisione del G7 pochi giorni fa. Non accetteremo una violazione dei contratti di fornitura privati e sono lieto che le aziende la vedano allo stesso modo", ha detto il ministro dell'Economia in una conferenza stampa.

Il rischio recessione

A Berlino, le tensioni sul gas russo, di cui la Germania è il primo importatore Ue davanti all'Italia, stanno sollevando lo spettro di una nuova, profonda crisi economica. Secondo il Consiglio degli esperti economici, noto come "Consiglio dei saggi", che consiglia tradizionalmente governo e Parlamento tedeschi, in Germania c'è un rischio "sostanziale" di recessione a causa della guerra in Ucraina. Il Consiglio si aspetta una crescita del Pil dell'1,8% quest'anno e del 3,6% il prossimo. A novembre, il Consiglio aveva ancora previsto una crescita 2022 del 4,6%.

Se ci dovesse essere anche un blocco delle consegne delle importazioni di energia russa o un embargo da parte dell'Occidente, lo sviluppo economico tedesco avrebbe ulteriori difficoltà. "La Germania è fortemente dipendente dalle forniture energetiche russe. Un arresto di questi rifornimenti comporta il rischio che l'economia tedesca scivoli in una recessione più profonda e l'inflazione aumenti ancora di più", ha detto Monika Schnitzer, membro del Consiglio degli esperti economici. Berlino ha già annunciato una serie di accordi per aumentare le forniture alternative, e ha avviato la costruzione di due terminali per il gas naturale liquefatto. Ma ci vorrà tempo per avere un approvvigionamento adeguato a rispondere all'eventuale stop dei gasdotti dalla Russia.

Cittadini responsabili

Anche per questo, la stessa Schnitzer ha lanciato un appello ai cittadini affinché facciano la loro parte dinanzi al rischio di una crisi delle forniture di gas: "La gente dovrebbe ora consumare meno", ha detto. Per ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia russa, gli esperti economici hanno invitato i consumatori a risparmiare energia. Esempi sarebbero usare l'auto in più persone, guidare più lentamente e, dove possibile, usare i trasporti pubblici.

La collega di Schnitzer, Veronika Grimm, ha detto che è importante inviare segnali che mostrino che, in caso di taglio delle forniture energetiche russe, ci potrebbe essere una situazione scottante. Uno segnale potrebbe essere ad esempio l'introduzione di un limite di velocità generale sulle autostrade. Si tratta di una misura già avanzata dall'Agenzia internazionale dell'energia, che pochi giorni fa aveva presentato un decalogo di buone pratiche che, se adottate da governi e cittadini, potrebbero ridurre notevolmente i consumi energetici.

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