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Sabato, 2 Marzo 2024
La polemica / Italia

Gentiloni striglia l'Italia: "Pnrr più urgente di Ponte sullo stretto". La Lega si infuria

Il commissario all'Economia chiede di concentrarsi sui progetti finanziati dal Recivery Fund, molti dei quali sono al palo: "È un problema di urgenza e attualità"

L'Italia dovrebbe concentrarsi sull'attuazione del Pnrr, che è un "problema di grande urgenza" e lasciare perdere "questioni secondarie" come il Ponte sullo stretto di Messina o la Flat Tax. È il monito del commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, che ha fatto infuriare la Lega, che lo ha accusato di "remare contro" il nostro Paese.

In Italia "riusciamo a dare una enorme attenzione a enormi problemi che non sono dietro l'angolo come il ponte sullo Stretto e la flat tax e ci dimentichiamo che c'è un problema di urgenza e attualità come il Pnrr, che non mi sembra al centro nostre preoccupazioni", ha detto il membro italiano dell'esecutivo comunitario, in occasione della presentazione del nuovo Affari Finanza di 'La Repubblica' alla Bocconi di Milano.

Parole che non sono piaciute al Carroccio. "Dal commissario italiano ed ex presidente del consiglio Gentiloni ci aspettiamo maggior sostegno alle opere strategiche per il nostro Paese, e non un atteggiamento ostile con parole fuori luogo e inopportune", hanno scritto gli eurodeputati della Lega in una nota. "Grazie all'impegno del Ministro Salvini e del Governo, finalmente si torna a parlare concretamente di una infrastruttura fondamentale che il Sud attende da decenni, totalmente green e all'avanguardia, finanziata anche dall'Ue, per portare sviluppo e collegare non solo Sicilia e Calabria, ma il Paese all'Europa", continua la nota, che chiede a Gentiloni di aiutare "a difendere gli interessi dell'Italia, anziché remare contro".

L'Italia è il primo beneficiario del Next Generation Eu, il cosiddetto Recovery Fund, e all'interno del programma per il nostro Paese sono stati stanziati 191,6 miliardi di euro (68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti). Per accedere a questi fondi ogni Paese ha presentato un Piano generale per la ripresa e la resilienza (Pnrr), ma i progetti al suo interno devono essere completati entro il 2026. Al momento sono state erogare due tranche di finanziamenti da 21 miliardi ciascuna, e una terza dovrebbe arrivare entro fine mese, ma ci sono diversi problemi nella programmazione, soprattutto quella legata ai fondi destinati ai Comuni che non sempre riescono ad accedere ai soldi comunitari.

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