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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Energia e geopolitica

Il gas russo in Cina aumentato del 67%. Nuovi tagli a Germania e Austria

Il capo di Gazprom: "Nostro il prodotto, nostre le regole". Gentiloni: "Per ora solo segnali da Mosca"

Nei primi 5 mesi del 2022, le forniture di gas russo alla Cina sono aumentate del 67% rispetto allo stesso periodo del 2021. Lo ha detto l'amministratore delegato del colosso russo del gas Gazprom, Alexei Miller. Il quale ha accusato le sanzioni dell'Ue di essere la causa dei problemi tecnici che hanno portato la sua società a ridurre provvisoriamente le forniture a Germania, Italia e Austria.

Secondo quanto emerso già nei giorni scorsi, lungo i tubi del Nord Stream 1, che porta il gas russo in Germania, c'è una turbina che va riparata, ma i materiali necessari sono bloccati dallo stop all'export verso Mosca stabilito da Bruxelles. Un problema simile, dice Miller, riguarda il gasdotto che porta il gas in Austria e da qui all'Italia, e il suo flusso si è ridotto al 65% secondo quanto comunicato da Eni.

Queste interruzioni sono temporanee e non comportano particolari rischi di sicurezza energetica. Diverso il discorso se tali tagli momentanei siano il preludio di un'azione di ritorsione più corposa da parte del Cremlino. Per ora dalla Russia arrivano "segnali" sulle forniture di gas naturale nei confronti di "alcuni Stati membri", non "decisioni", ha sottolineato il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, a margine dell'Eurogruppo a Lussemburgo. Nelle previsioni economiche, tuttavia, avverte Gentiloni, l'emergere di problemi nelle forniture di gas era incluso negli scenari avversi e "questo porterebbe la crescita entro l'anno in territorio negativo". In altre parole, nessun problema per ora, ma l'allerta c'è.

Per il momento, Gazprom sta giocando una partita più mediatica, che di sostanza. "Nostro prodotto, nostre regole - ha detto Milleri - Non giochiamo secondo regole che non abbiamo creato. La Russia è un fornitore di energia affidabile per gli amici della Russia", ha aggiunto, spiegando che le forniture verso la Cina da gennaio a maggio sono salite del 67%: "In un futuro molto prossimo, la domanda di gas naturale liquido nel mercato asiatico-pacifico aumenterà", ha assicurato.

A oggi, però, Gazprom non può certo fare a meno dei suoi clienti europei: nel 2021, il gigante russo ha consegnato 155 miliardi di metri cubi di gas ai 27 Paesi Ue, in particolare a Germania e Italia. Alla Cina, sono andati appena 16,5 miliardi di metri cubi. La forbice è enorme, e potrebbero servire lustri perché Pechino possa raggiungere i livelli di acquisti garantiti oggi da Berlino, Roma e gli altri clienti Ue. A ogni modo, gli annunci di Gazprom a qualcosa sono serviti: il prezzo del gas sul mercato europeo è schizzato di nuovo in alto, a livelli visti all'inizio dell'invasione russa in Ucraina. 

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