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Sabato, 28 Gennaio 2023
Vertice Ue

L'Europa resta divisa sulle bollette: il price cap salta ancora

I leader Ue speravano nell'accordo sul tetto al prezzo del gas al vertice, ma manca l'intesa tecnica. Sostegni alle aziende e sanzioni alla Russia tra gli altri temi discussi a Bruxelles

Ancora fumata nera a Bruxelles sul tetto Ue al prezzo del gas. La determinazione dell'Italia - che aveva chiesto un accordo alla vigilia del vertice Ue - e degli altri Paesi che premono di più per adottare la misura progettata per affrontare il caro bollette non è servita a sbloccare la trattativa. Il tavolo diplomatico, che si è riunito in contemporanea con quello dei leader, non ha fatto i passi avanti necessari sui numeri del meccanismo ideato dalla Commissione in un modo che, affermano i più critici, non avrebbe funzionato nemmeno durante il picco dei prezzi del gas dello scorso agosto.

L'esordio di Meloni

"Dobbiamo essere in grado di dare risposte efficaci al domino di conseguenze della guerra", ha detto la premier Giorgia Meloni al suo arrivo al suo primo vertice Ue a Bruxelles. "Il tema è molto politico e poco tecnico", ha aggiunto la presidente del Consiglio. Ma la riunione a Bruxelles ha confermato il contrario, con i leader Ue che - almeno a parole - concordano sulla necessità di un tetto ai prezzi, salvo poi dare disposizioni ai tecnici, ovvero ai diplomatici, di modellare il meccanismo a vantaggio degli interessi particolari dei singoli Stati. Con il risultato che, dopo mesi di discussioni, l'accordo manca ancora.

Accordo rimandato

"I negoziati sono lunghi a causa della loro natura molto tecnica. Abbiamo concordato che si deve arrivare a un accordo lunedì prossimo al Consiglio straordinario dei ministri dell'Energia. Tutti sono coscienti di questa scadenza e sono pronti al compromesso", ha detto il primo ministro ceco Petr Fiala, presidente di turno del Consiglio Ue, al termine del vertice. La resa dei conti è dunque rimandata alla riunione del 19 dicembre, con il rischio che una nuova fumata nera possa rimandare tutto il dossier a dopo la pausa natalizia. 

Nuovi aiuti a Kiev

Nel vertice Ue di ieri i leader hanno reiterato il loro sostegno all'Ucraina e l'unità contro l'invasione russa approvando il nono pacchetto di sanzioni a Mosca dall'inizio della guerra. L'Unione europea ha inoltre "accettato di fornire 18 miliardi di euro di assistenza all'Ucraina nel 2023", si legge nelle conclusioni dei leader sul sostegno da 1,5 miliardi al mese per il prossimo anno. 

L'Ue vuole liberare gli aiuti di Stato: perché è un favore alle imprese tedesche

Nuovo Sure e aiuti di Stato

I leader dei Ventisette hanno affrontato anche la questione dell'Inflation reduction act degli Usa e della necessaria risposta Ue a tutela della propria industria. Il maxi piano di sussidi dell'amministrazione di Joe Biden a sostegno dell'industria statunitense non viene nominato nelle conclusioni, che però fanno riferimento ad entrambe le soluzioni che piacciono a due schieramenti diversi di Paesi. Per "salvaguardare la base economica, industriale e tecnologica dell'Europa" si mira da una parte a "una risposta coordinata per rafforzare la resilienza economica dell'Europa e la sua competitività globale preservando nel contempo l'integrità del mercato unico". Una serie di misure sintetizzate in conferenza stampa dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, con la necessità di "un meccanismo come Sure", ovvero di prestiti agevolati ai Paesi garantiti dall'intera Ue. Una soluzione che va incontro ai governi che, come l'Italia e la Francia, sperano in un nuovo Recovery per l'industria europea. D'altro canto "il Consiglio europeo invita la Commissione a condurre un'analisi e a presentare proposte entro la fine di gennaio 2023 al fine di mobilitare tutti i pertinenti strumenti nazionali e dell'Ue", si legge nella parte delle conclusioni che piace di più alla Germania, che spera in un via libera più ampio agli aiuti di Stato.

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