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Lunedì, 20 Maggio 2024
L'annuncio / Svezia

In Europa in arrivo altri 10 reattori nucleari

La Svezia ha deciso di più che raddoppiare la sua produzione di energia atomica nei prossimi 20 anni: "È necessario per assicurare la transizione climatica". Ma gli ambientalisti criticano la mossa

La Svezia ha annunciato un piano per la costruzione di altri 10 reattori nucleari nel Paese, più che raddoppiando il numero attuale. "La transizione climatica richiede un raddoppio della produzione di energia elettrica nei prossimi 20 anni", ha spiegato la ministra del Clima, la Romina Pourmokhtari, nell'annunciare il piano mercoledì scorso, il 9 agosto. La liberale ha detto che per arrivare a questo obiettivo il governo sta procedendo con una proposta di legge che eliminerebbe il tetto massimo di 10 reattori nel Paese e il requisito che i nuovi reattori siano costruiti negli stessi luoghi di quelli esistenti, proposta che arriverà in Aula in autunno. La ministra, che quando è stata nominata a soli 26 anni è stata la persona più giovane a essere scelta per la carica nella nazione, ha affermato che limitazioni attualmente esistenti sono "d'intralcio a una visione moderna dell'energia nucleare", aggiungendo che sarà anche semplificato il processo di costruzione di nuovi impianti.

Entra in funzione il più grande reattore nucleare d'Europa

Quando il Partito moderato del premier Ulf Kristersson lo scorso ottobre ha formato un governo con i cristiano-democratici, i liberali e la formazione di estrema destra dei democratici svedesi, la coalizione ha deciso di autorizzare un maggior numero di reattori e di provare a rendere redditizi gli investimenti nel settore concedendo garanzie di credito e imponendo modifiche dei prezzi. "Sin dal primo giorno, questo governo ha lavorato con tutte le sue forze per rimuovere gli ostacoli eretti per impedire la costruzione di nuove centrali nucleari", ha rivendicato Pourmokhtari, secondo cui "la transizione climatica richiede un raddoppio della produzione di elettricità nei prossimi 20 anni e il nucleare gioca un ruolo decisivo per il nostro successo".

Il Paese scandinavo, che ha dato i natali alla beniamina degli ambientalisti Greta Thunberg, aveva votato in un referendum non vincolante del 1980 a favore dell'eliminazione graduale dell'energia nucleare. Da allora, Stoccolma ha chiuso sei dei suoi 12 reattori. Adesso i rimanenti, divisi in tre centrali nucleari a Forsmark, Oskarshamn e Ringhals, generano circa il 30% dell'elettricità utilizzata oggi nel Paese.

Ma la Svezia ha faticato a trovare fonti energetiche alternative valide per sostituire l'energia nucleare, con le rinnovabili che non sono ancora in grado di soddisfare pienamente il suo fabbisogno. Nel 2016, con il consenso di un'ampia maggioranza politica, Stoccolma ha deciso di prorogare l'energia nucleare per il prossimo futuro, aprendo la strada alla costruzione di nuovi reattori che sostituiranno quelli obsoleti al termine del loro ciclo di vita. I reattori attuali sono stati aperti negli anni Settanta e Ottanta e la maggior parte di essi ha una durata di vita di circa 40 anni e ha quindi bisogno di essere modernizzata.

Il piano Fit for 55 dell'Unione europea prevede che gli Stati membri riducano le emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e diventino "neutrali dal punto di vista climatico" entro il 2050. Sul fatto che il nucleare rientri o meno nelle energie neutre dal punto di vista climatico c'è un forte dibattito, perché se è vero che questi impianti non producono emissioni, è vero anche che producono scorie difficilissime, se non impossibili, da smaltire, e per questo non sono certo neutri dal punto di vista ambientale.

Per questo il piano ha ricevuto diverse critiche dagli ecologisti. Lars J. Nilsson, professore all'Università di Lund e membro del comitato consultivo europeo sul clima, ha liquidato la mossa come "simbolica". "Non si può certo dire che abbiamo bisogno di 10 nuovi reattori. In questo momento l'espansione della produzione di elettricità in Svezia avviene attraverso l'energia eolica", ha dichiarato al Guardian. "Non mi aspetto alcun nuovo impianto nucleare in Svezia, a meno che il governo non fornisca garanzie di ampia portata". A suo avviso la mossa è più di facciata che altro, sostenendo che il governo voleva dimostrare che stava agendo per raggiungere i suoi obiettivi climatici. "La vedo più come una mossa simbolica che come la creazione di un vero cambiamento".

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