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Sabato, 18 Maggio 2024
Nuove risorse

I bond europei meglio di quelli Usa: i grandi investitori scommettono sul debito pubblico Ue

Lo scrive il Financial times. Per Gentiloni l'emissione di titoli da parte di Bruxelles, alla base del Recovery fund, dovrebbe diventare permanente. Ma i frugali sono contrari. E la Corte dei conti avverte sull'aumento dei costi degli interessi

Gli eurobond non piacciono ai frugali dell'Ue, ma stanno conquistando i grandi investitori internazionali. I quali, con una mano, stanno facendo incetta dei titoli di Stato europei, e con l'altra si stanno liberando dei titoli del Tesoro statunitensi. È quanto scrive il quotidiano britannico Financial Times, secondo cui nelle ultime settimane i gestori finanziari di Pimco JPMorgan Asset Management e T Rowe Price hanno tutti aumentato la loro esposizione al debito pubblico dell'Ue.

Un Recovery fund permanente

La notizia dà sostegno ai promotori del sistema degli eurobond, che è diventato centrale negli equilibri economici e politici dell'Ue con lo scoppio della pandemia: buona parte del Recovery fund, il piano di ripresa del blocco, è finanziato proprio con l'emissione di titoli gestita dalla Commissione europea. E in questi giorni, il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, ha rilanciato la proposta di rendere il debito pubblico europeo una fonte strutturale di introiti per le casse di Bruxelles e per gli investimenti nella transizione ecologica e digitale dell'Unione. 

"Non ho dubbi che l'Ue trarrebbe enormi benefici" da un 'Recovery fund' permanente "commisurato alle dimensioni della sua economia", ha detto durante un evento a Bruxelles. "Sono ugualmente convinto che il nostro obiettivo dovrebbe essere l'istituzione di un'ampia capacità fiscale centrale dell'Ue. Ciò è fondamentale per fornire beni pubblici europei in settori come l'energia, l'innovazione o la difesa", ha aggiunto, sottolineando che un progetto del genere era stato sostenuto dalle "principali istituzioni economiche internazionali - il Fmi, l'Ocse, la Bce - nei loro contributi alla nostra consultazione sulla riforma" del Patto di stabilità. In sostanza, le nuove regole europee per contenere i debiti pubblici nazionali dovrebbero essere accompagnate dalla creazione di un debito pubblico europeo che sostenga gli investimenti che i singoli Stati, ma anche i privati, faticano a promuovere.

Il nodo dei tassi d'interesse

L'idea però non piace ai frugali dell'Ue, dalla Germania all'Olanda. E di recente la Corte dei conti europea ha avvertito sui rischi di un ingigantimento degli eurobond per quanto riguarda la stabilità del bilancio della Commissione Ue: secondo il presidente della Corte, Tony Murphy, il forte aumento dei tassi di interesse negli ultimi due anni peserà sui prestiti contratti da Bruxelles per finanziare il Recovery fund. La spesa per interessi dell'Ue legata ai titoli emessi nell'ambito del piano per la ripresa potrebbe arrivare a 27 miliardi di euro da qui al 2027, mettendo una significativa "pressione di bilancio" sulla Commissione, e da qui ai Paesi membri che dovranno coprire eventuali buchi con le loro risorse nazionali. 

Eppure, proprio le mosse della Bce sui tassi d'interesse starebbero favorendo il successo degli eurobond tra i grandi investitori. "Il percorso per i tagli dei tassi in Europa è più chiaro che negli Stati Uniti", ha affermato Bob Michele, chief investment officer e responsabile globale del reddito fisso presso JPMorgan Asset Management. "È difficile trovare una ragione economica che spinga la Fed a tagliare i tassi", ha aggiunto il manager, sottolineando che oggi la sua società "ha una detenzione più ampia del solito di titoli di Stato europei e si sta muovendo nella direzione di acquisirne di più".

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