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Martedì, 16 Aprile 2024
L'allarme dei costruttori

Perché un'auto diesel potrebbe costare fino a 2.600 euro in più dal 2025

L'Associazione dei costruttori europei di auto citando un nuovo studio smentisce le stime sui costi di adeguamento al nuovo standard sulle emissioni indicate dalla Commissione europea, ammonendo sull'impatto ambientale estremamente basso a fronte di costi estremamente elevati

L'introduzione dell'Euro 7, il nuovo standard sulle emissioni inquinanti dei veicoli promosso dall'Unione europea che dovrebbe entrare in vigore da luglio 2025, è un tema che sta spaccando i Paesi membri.

Italia e sette Paesi contro le norme Ue sull'Euro7: "Irrealistiche"

Ieri l'Italia e altre sette nazioni (Bulgaria, Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria) hanno ribadito la loro contrarietà, esprimendo le loro motivazioni in un documento inviato alla Commissione. Anche Acea, l'Associazione dei costruttori europei di auto, che aveva già espresso le proprie perplessità su Euro 7, è tornata a prendere posizione sull'argomento introducendo nuovi dati.

Questa volta Acea ha portato come evidenza a sostegno delle proprie tesi un nuovo studio di settore condotto da Frontier Economics che dimostrerebbe come "la proposta Euro 7 sulle emissioni inquinanti porterebbe ad aumenti dei costi diretti da 4 a 10 volte superiori a quelli citati dalla Commissione europea".

Da questo rapporto emerge come i costi per veicolo sarebbero di circa 2mila euro per auto e furgoni con motore a combustione interna e vicino a 12mila euro per camion e autobus diesel. Si tratta di cifre da 4 a 10 volte superiori alle stime effettuate dalla Commissione nella sua valutazione d'impatto Euro 7 che svariavano da 180 a 450 euro per auto e furgoni e 2.800 euro per camion e autobus.

Lo studio Frontier Economics sui costi dell'Euro 7

"Queste stime - si legge in una nota pubblicata sul sito ufficiale di Acea - comprendono esclusivamente i costi diretti di produzione, principalmente per attrezzature e investimenti. È importante notare che questi costi aggiuntivi non corrispondono ai prezzi di acquisto; al contrario, aumentano ulteriormente i prezzi per gli utenti finali. Gli aumenti dei prezzi sarebbero quindi probabilmente superiori alle cifre citate nello studio",

"Con le attuali norme Euro 6/VI, - prosegue la nota - l'Ue dispone già degli standard più completi e rigorosi al mondo in tema di emissioni inquinanti (come NOx e particolato). Le emissioni di gas di scarico sono già a un livello appena misurabile grazie alla tecnologia dei veicoli all'avanguardia".

Euro 7, "Impatto ambientale basso a costi elevati"

Sul tema si è pronunciata anche Sigrid de Vries, direttrice generale dell'Acea: "L'industria automobilistica europea - ha detto - è impegnata a ridurre ulteriormente le emissioni a beneficio del clima, dell'ambiente e della salute. Tuttavia, la proposta Euro 7 semplicemente non è il modo giusto per farlo, in quanto avrebbe un impatto ambientale estremamente basso a un costo estremamente elevato. Grandi benefici per l'ambiente e la salute saranno raggiunti dalla transizione all'elettrificazione, sostituendo allo stesso tempo i veicoli più vecchi sulle strade dell'Ue con modelli Euro 6/VI altamente efficienti".

Oltre ad influire sui costi diretti, - a detta di Acea - la proposta Euro 7 genererà costi indiretti come un maggiore consumo di carburante. Nel corso della vita di un veicolo, ciò potrebbe aumentare i costi del carburante del 3,5%, pari a 20 mila euro in più per i camion a lungo raggio e 650 euro per auto e furgoni

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