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Sabato, 21 Maggio 2022
Il caso

Perché Elon Musk vuole comprare Twitter?

L’uomo più ricco del mondo ha lanciato un'offerta da 44 miliardi: "Lo faccio per il futuro della civiltà". Ma molti dubitano sulle sue reali motivazioni (e intenzioni)

Elon Musk, fondatore e amministratore delegato di Tesla, nonché uomo più ricco del mondo, è da settimane impegnato in una feroce battaglia per il controllo di Twitter. Dopo aver acquistato, il 14 marzo, più del nove per cento delle azioni del social network, sta tentando di ottenere il controllo (quasi) totale della società, offrendo per l’acquisto 44 miliardi di dollari, 7 in più del suo prezzo di mercato. Inizialmente ostile all'idea che l’amministratore delegato di Tesla prendesse il controllo di Twitter, l'azienda starebbe, sotto pressione degli azionisti, riconsiderando l'offerta. Ma perché Musk vuole prendere il controllo di Twitter? E soprattutto: vuole farlo davvero?

Il costo di Twitter

La risposta non è chiarissima. Economicamente parlando, l’acquisto è svantaggioso per l’imprenditore, e come lui stesso ha dichiarato non lo sta facendo per guadagnarci: "Questo non è un modo per fare soldi. Il mio forte senso intuitivo è che avere una piattaforma pubblica che è massimamente affidabile e ampiamente inclusiva è estremamente importante", ha detto durante un TedTalk. "Lo faccio per il futuro della civiltà, non mi interessa l’aspetto economico”, ha detto.

L’imprenditore ha una fortuna di 264,9 miliardi di dollari, perché dovrebbe pagare 54,20 dollari per ogni azione di Twitter per finire a pagare 43 miliardi in totale? È qui che entra in gioco la “militanza” di Musk per la libertà: subito dopo aver acquisito il 9 per cento delle azioni l’imprenditore ha twittato per chiedere se Twitter aderisse a questi principi. L’uomo d’affari ha spiegato che vorrebbe che l'algoritmo di Twitter fosse pubblico in modo che possa essere controllato da chiunque e, soprattutto, vorrebbe che venisse garantita la libertà di espressione sulla piattaforma. Ha poi sollevato domande sul futuro di Twitter, sondando ripetutamente i suoi 81 milioni di seguaci sui possibili cambiamenti della società. Musk ha proposto di trasformare il quartier generale di Twitter in un rifugio per senzatetto, di introdurre un pulsante di modifica dopo la pubblicazione di un tweet e di rimuovere la lettera "w" da Twitter.

Egocentrismo o trollata?

Tuttavia, secondo molti giornali statunitensi, questa sarebbe l’ennesima mossa di Musk per avere tutti gli occhi puntati su di sé. "Il magnate vuole l'attenzione, non la libertà di parola", ha titolato The Atlantic in un articolo di questa settimana, mentre il Guardian ha definito Musk uno che vuole difendere "la sua libertà "non quella degli altri", ricordando come in passato la Tesla sia stata costretta a rimuovere dei tweet contenenti informazioni ritenute false o fuorvianti.

Un altro grande interrogativo è se Musk vuole davvero comprare Twitter. Secondo El Pais la mossa di Musk potrebbe essere nient’altro che una grande "trollata" e in realtà il miliardario non avrebbe alcuna intenzione di impadronirsi della piattaforma. In tweet ora cancellati, Musk ha proposto di eliminare la "w" da Twitter per renderlo una variante di "tetta". In un altro tweet, ha chiesto ai suoi utenti “Twitter sta morendo?”, in un altro ha postato una foto di lui che fumava una canna con su scritto: "Il prossimo consiglio amministrativo di Twitter sarà bello".

Le tappe della vicenda

Il 4 aprile 2022, Musk ha annunciato di aver acquistato il 9,1 per cento di Twitter. La notizia che l'uomo più ricco del mondo era diventato anche il più grande azionista della sua piattaforma di social media preferita ha fatto salire il prezzo delle azioni. La società ha risposto offrendogli un posto nel Consiglio di amministrazione, una mossa che lo avrebbe limitato a possedere solo il 15 per cento della società. In un primo momento, il magnate sembrava pronto ad accettare l'offerta, salvo poi rifiutarla e lanciare la sua, di offerta: l'acquisto a un prezzo superiore a quello di mercato dell'intera piattaforma.

Inizialmente, i dirigenti di Twitter hanno cercato di frenare l’avanzata di Musk imponendo clausole per bloccare le sue pretese e ricorrendo alla cosiddetta tattica del "boccone avvelenato", che consiste nel rendere le azioni e il capitale di una società meno attraenti e soprattutto molto più costosi per qualcuno voglia acquisirla. Le pressioni degli azionisti hanno però fatto cambiare strategia ai vertici del social media.

L'ultima riunione del Cda di Twitter avrebbe portato anche i più restii a Musk a prendere seriamente in considerazione l'offerta del patron di Tesla. Sempre che Musk, alla fine, decida di andare davvero fino in fondo.

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