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Lunedì, 8 Agosto 2022
Il documento

Salvare Ferrari e furgoni Fiat: perché Draghi si oppone allo stop alle auto a benzina e diesel dal 2035

Il governo italiano ha sottoscritto un documento per far slittare il divieto di vendita delle macchine inquinanti. Roma cerca il compromesso anche sui carburanti

L’Italia oggi presenterà ai tavoli diplomatici Ue un documento che chiede il rinvio al 2040 del divieto di vendita dei veicoli a benzina e diesel. Lo stop alle auto inquinanti è stato fissato al 2035 dalla proposta della Commissione che ha già incassato il sostegno del Parlamento europeo e della gran parte dei governi nazionali. Finora anche l’Italia non si era opposta all’obiettivo di mettere fuori mercato le macchine che emettono CO2, ma il governo di Roma nelle ultime ore si è unito a Portogallo, Romania, Slovacchia e Bulgaria per dire no alla norma Ue. 

Salva Stellantis...

Il documento al quale Europa Today ha avuto accesso chiede che venga stabilito un periodo di transizione “adeguato e su misura” per evitate “costi sproporzionati e inutili sia per l'industria automobilistica che per i consumatori”. Di qui la richiesta di spostare al 2040 la data di abbandono delle auto a benzina o diesel. Tuttavia quello che starebbe cercando di ottenere l’Italia è una differenziazione tra furgoni e auto private per passeggeri che consenta ai veicoli commerciali leggeri con motore termico di rimanere sul mercato fino al 2040. Una norma "salva Stellantis" la si potrebbe definire, visto che il duo Peugeot-Fiat detiene una quota del 21% nel mercato europeo dei veicoli commerciali.

...e Ferrari

L’iniziativa italiana è inoltre mirata a ottenere deroghe sulle produzioni ‘di nicchia’, ovvero sulle case automobilistiche che producono poche auto ma di lusso. Applicare le norme Ue sulla riduzione della CO2 anche ai marchi di lusso, si legge nel documento sottoscritto dall’Italia, “avrebbe un impatto negativo sull'occupazione e minerebbe il potenziale di innovazione dei piccoli produttori”. Viene quindi definita fondamentale “una proroga del sistema di obiettivi” per tutelare i produttori che “rappresentano rispettivamente lo 0,2% delle immatricolazioni di auto nuove dell’Ue (con un chilometraggio molto basso - circa 5.000 km/anno, un terzo di quello per le altre auto) e lo 0,3% delle immatricolazioni di furgoni nuovi nell’Ue”. Una deroga ‘salva-Motor Valley’ che ha già trovato l'appoggio del Parlamento europeo, e che consentirebbe alle eccellenze italiane - a partire dalla Ferrari - di continuare a occupare una fetta importante del mercato delle auto di lusso. E che altrimenti potrebbe favorire nuovi modelli con motori a zero emissioni.

Biocarburanti

Il documento sostiene infine un altro punto molto caro all’Italia, ovvero quello dei cosiddetti biocarburanti. “Dovrebbero essere impiegate le tecnologie già disponibili per ridurre le emissioni come l'uso di combustibili rinnovabili”, si legge nella proposta sottoscritta dall’Italia. “Riconoscere il contributo di tali combustibili fornirebbe ai produttori la flessibilità di cui hanno bisogno per progredire verso l'elettrificazione senza incorrere in rischi commerciali, eviterebbe situazioni di mancanza di automobili e furgoni a prezzi accessibili per uso privato o aziendale e consentirebbe al settore dei componenti automobilistici di adattarsi alle nuove tecnologie”, si legge ancora.

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