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Lunedì, 8 Agosto 2022
Mobilità

La crisi delle autostrade tedesche: il mito infranto tra cantieri e ingorghi

Un reportage di Welt mette a nudo i disservizi della rete Autobahn

Ingorghi, incidenti stradali e interminabili lavori in corso. Le autostrade tedesche hanno perso lo scettro di modello di efficienza, tanto che anche la stampa locale se la prende con i disservizi dell’Autobahn, famose negli altri Paesi Ue per i tratti privi di limite di velocità. A dispetto dell’ottima fama, “le autostrade tedesche sono fatiscenti” e caratterizzate da “problemi che aumentano anno dopo anno”, si legge sul Die Welt. Il crollo del mito delle autostrade tedesche è contenuto in un reportage dal titolo eloquente: “Il grande stallo”. 

Secondo le stime riferite al 2021, “ogni pendolare tedesco è rimasto bloccato negli ingorghi per circa 40 ore in tutto l’anno”. “L'associazione automobilistica Adac - precisa il giornale tedesco - ha registrato circa 685mila ingorghi sulle autostrade nonostante il coronavirus” che certamente ridotto il numero di veicoli su strada. “La lunghezza totale” delle code “è stata di 850mila chilometri”, come un viaggio andata e ritorno dalla Terra alla Luna. “Il traffico è rimasto fermo per un totale di 346.500 ore”, si legge ancora nel reportage a firma di Sebastian Gubernator. E tutto questo ha un costo economico. 

“Se un artigiano è bloccato nel traffico, non può lavorare. Se un uomo d'affari salta l'appuntamento, un accordo potrebbe fallire. Gli ingorghi costano all'economia tedesca circa 80 miliardi di euro ogni anno, più i danni ambientali causati dall'aumento delle emissioni di CO2”, si denuncia nel pezzo. La società che gestisce le autostrade tedesche finisce quindi nel mirino della stampa alla luce dei numeri che lasciano pochi spazi di interpretazione. 

Chi è il tedesco che vuole salvare le auto a benzina e diesel

In Germania, dal 2010 a oggi gli ingorghi risultano costantemente in aumento, così come i cantieri aperti, ritenuti responsabili dalla metà ai due terzi dei tratti congestionati. L’unica eccezione è rappresentata dal periodo iniziale della pandemia, ma con il ritorno alla normalità sono tornate anche le macchine che intasano le autostrade. E a queste difficoltà si aggiungono i pericoli legati alle infrastrutture obsolete. “Circa 4mila ponti autostradali sono fatiscenti e alcuni esperti temono che possano essere chiusi in qualsiasi momento”, si sottolinea nel reportage. Problemi che hanno convinto il governo di Berlino ad aumentare gli stanziamenti nella manutenzione delle vecchie infrastrutture da 1,6 miliardi nel 2022 a 2,5 miliardi da raggiungere entro il 2026. Sperando che basti. 

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