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Giovedì, 26 Maggio 2022
Il piano / Ucraina

Per salvare il grano dell'Ucraina l'Ue apre i "corridoi di solidarietà"

La Commissione presenta un pacchetto di misure per sbloccare il commercio di prodotti agricoli da e per Kiev puntando su treni e tir. E aggirare il blocco russo nel Mar Nero

Strade e ferrovie come "corridoi di solidarietà" per distribuire nel mondo i prodotti agricoli ucraini. La via della terra sembra al momento l'unica possibilità per aggirare i blocchi nei porti del Mar Nero, determinati dall'occupazione russa. Ed è su questo che punta il piano lanciato dalla Commissione europea per incrementare la quantità di cibo che il cosiddetto granaio d'Europa potrà consegnare alle nazioni, che in varie parti del mondo dipendono dalle esportazioni di Kiev. 

Sfamare il mondo

"A seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e del blocco dei porti ucraini, i cereali e altri prodotti agricoli dell'Ucraina non possono più raggiungere le loro destinazioni - scrive Bruxelles - La situazione minaccia la sicurezza alimentare mondiale e vi è l'urgente necessità di creare percorsi logistici alternativi che utilizzino tutte le modalità di trasporto". Sono decine i Paesi che stanno affrontando gravi carenze, in particolare di grano, mais e oli vegetali, a causa dell'aggressione ordinata da Vladimir Putin. Particolarmente colpiti e a rischio carestia ci sarebbero alcune nazioni del Maghreb, come l'Egitto, e del Medio Oriente, come lo Yemen. Da qui un piano d'azione per la realizzazione di "corridoi di solidarietà" che consentano all'Ucraina "di esportare i propri cereali e anche di importare ciò di cui necessita, dagli aiuti umanitari ai mangimi per animali fino ai fertilizzanti". 

Che si tratti di una corsa contro il tempo lo ha chiarito la commissaria ai Trasporti Adina V?lean: "20 milioni di tonnellate di cereali devono lasciare l'Ucraina in meno di tre mesi utilizzando l'infrastruttura dell'Ue. Si tratta di una sfida gigantesca, per la quale è essenziale coordinare e ottimizzare le catene logistiche, creare nuove rotte ed evitare, per quanto possibile, le strozzature". Come? Il piano prevede soluzioni di emergenza, ma anche misure a medio e lungo termine per collegare e integrare meglio l'infrastruttura ucraina, in particolare le reti di trasporto ferroviario, con quella dell'Ue. E da qui al resto del mondo via nave. "Vogliamo garantire le catene di approvvigionamento alimentare per l'Europa e il resto del mondo", ha affermato il commissario Ue per l'agricoltura Janusz Wojciechowski nel corso di una riunione della Fao. "La soluzione principale sono i corridoi verso i porti [polacchi] del Mar Baltico", ha detto il commissario, menzionando Danzica e Gdynia.

Nuovi treni per l'Ucraina

Ma prima di raggiungere i porti, occorre attraversare il confine. E non è un'impresa facile. Innanzitutto, le ferrovie ucraine non sono costruite per trasportare quantità di cibo che, fino allo scorso anno, si aggiravano sui 5 milioni di tonnellate di grano e circa 700mila litri di olio di girasole. Aumentarne la capacità è il primo obiettivo di Bruxelles: la Commissione, scrive, "invita gli operatori del mercato dell'Ue a mettere urgentemente a disposizione veicoli supplementari. Al fine di conciliare domanda e offerta e stabilire i relativi contatti, la Commissione istituirà una piattaforma logistica di incontro e chiede agli Stati membri di designare punti di contatto dedicati ai corridoi di solidarietà (sportello unico)".

Burocrazia e binari differenti

Ci sono poi problemi burocratici e di "comunicazione" logistica. A oggi, scrive la Commissione, migliaia di vagoni ferroviari e autocarri sono in attesa di sdoganamento sul versante ucraino. Il tempo di attesa medio per i vagoni ferroviari è attualmente di 16 giorni, ma presso alcune frontiere può raggiungere i 30 giorni. Altri cereali sono ancora immagazzinati e trattenuti nei silos ucraini, pronti per l'esportazione. Un problema è costituito dai diversi scartamenti ferroviari: i vagoni ucraini non sono compatibili con la maggior parte della rete ferroviaria dell'Ue, pertanto la maggioranza delle merci deve essere trasbordata su autocarri oppure su altri convogli conformi allo scartamento standard europei. Questo processo richiede molto tempo e le strutture di trasbordo lungo le frontiere scarseggiano.

A tal fine, "le spedizioni ucraine per l'esportazione di prodotti agricoli dovrebbero avere la precedenza", dice Bruxelles. Per esse, "i gestori dell'infrastruttura dovrebbero mettere a disposizione slot ferroviari. La Commissione invita inoltre gli operatori del mercato a trasferire con urgenza caricatori mobili di cereali ai terminali di frontiera per velocizzare i trasbordi. Le strozzature potranno essere eliminate anche con un accordo con l'Ucraina sul trasporto stradale. Per incoraggiare i trasportatori dell'Ue a consentire l'ingresso dei loro veicoli in Ucraina, la Commissione esaminerà anche la possibilità di garanzie finanziarie integrative".

Burocrazia e stoccaggio

Per quanto riguarda i problemi burocratici alla dogana, "la Commissione esorta le autorità nazionali ad applicare la massima flessibilità e a mettere a disposizione il personale adeguato per accelerare le procedure ai valichi di frontiera". Infine, il piano di Bruxelles prevede una valutazione della capacità di stoccaggio disponibile nell'Ue e a tal fine la Commissione "si coordinerà con gli Stati membri per contribuire a garantire una maggiore capacità di stoccaggio temporaneo delle esportazioni ucraine".

Secondo la società di ricerche di mercato APK-Inform, ad aprile Kiev è riuscita ad esportare meno di 1 milione di tonnellate di grano, che corrisponde a circa un terzo della cifra uscita dai confini nello stesso mese dell'anno scorso. Se il piano della Commissione europea funzionasse, una ripresa delle esportazione aiuterebbe anche a finanziare sia gli agricoltori ucraini che l'economia del Paese in generale.

Mosca: salvatore o affamatore?

L'attacco della Russia via terra e via mare, concentratosi nella zona del Donbass e sceso da Mariupol lungo la fascia costiera, ha lasciato milioni di tonnellate di grano ucraino bloccati nei silos, mentre le navi su cui dovrebbero partire restano attraccate nei porti del Mar Nero, che servivano a distribuire circa l'80% delle esportazioni alimentari dell'Ucraina. Secondo il commissario dell'Ue, non solo Mosca starebbe tentando di rubare all'Ucraina la sua quota di mercato globale per materie prime come il mais e il grano, ma cercherà di mascherare la sua immagine di fornitore caritatevole per i Paesi poveri di materie prime. "Questa è la propaganda russa. Stanno distruggendo intenzionalmente il potenziale [agricolo] ucraino ... e i prossimi passi saranno che sono amici del mondo e si ritraggono come il salvatore", ha affermato Wojciechowski. Una tesi già avvalorata, ad esempio, dall'amministratore delegato del gigante dell'agrochimica Syngenta, di proprietà cinese, le cui dichiarazioni stanno sollevando numerose polemiche

Mariia Dudikh, combattiva direttrice del Forum Agrario Nazionale Ucraino, reputa che a questo ritmo ci vorrebbero 24 mesi per esportare l'attuale scorta di grano. Secondo le sue stime stiamo parlando di circa 14 milioni di tonnellate di mais e oltre 4 milioni di tonnellate di grano. I responsabili di Kiev e i ministri dell'Ue, ha svelato Dudikh, stanno pianificando la costruzione di una nuova ferrovia che vada dall'Ucraina al porto lituano di Klaip?da. Questa opzione non suscita entusiasmo tra i Paesi bisognosi del cibo ucraino, temendo che ci vorrebbero anni per costruirla. E i popoli affamati non hanno pazienza.

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