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Domenica, 16 Giugno 2024
L'inchiesta

Come i club di calcio europei hanno fatto affari con la Russia (aggirando le sanzioni)

Dall'inizio della guerra in Ucraina anche squadre italiane hanno comprato calciatori da proprietà russe. Un'inchiesta sostiene che questi trasferimenti abbiano arricchito oligarchi vicini a Putin

Sono 28 le squadre di calcio europee che avrebbero ignorato le sanzioni legate alla guerra in Ucraina acquistando o vendendo giocatori a club russi. Tra queste figurano anche quattro club italiani: Bologna, Salernitana, Torino e Udinese. In totale sono 30 i trasferimenti sospetti individuati da un'inchiesta internazionale sul mancato rispetto dei divieti stabiliti dall'Unione europea di fare affari con persone e aziende in qualche modo legate al presidente russo Vladimir Putin. Diciotto giocatori sono arrivati ​​in Europa a fronte di un totale di 66 milioni di euro versati direttamente ai club oppure inviati su conti bancari europei collegati ai loro proprietari. Queste operazioni, secondo un team europeo di giornalisti, risulterebbero vietate in entrambi i casi dalla Commissione Europea e dagli Stati membri di appartenenza delle società di calcio. A rivelare le possibili violazioni ci ha pensato un'indagine giornalistica internazionale coordinata dal media olandese Follow the Money, alla quale hanno partecipato tredici giornali, tra cui El Pais, Le Monde e Die Standard. L'inchiesta rivelerebbe uno dei tanti canali sfruttati dal Cremlino e dagli oligarchi vicini a Putin per aggirare le sanzioni internazionali attivate nei loro confronti. 

Acquisti da club italiani 

I media coinvolti hanno raccolto i dati pubblici del mercato relativi a proprietari, allenatori e giocatori delle squadre russe, confrontandoli poi con gli elenchi delle sanzioni in Europa, Stati Uniti e Regno Unito. Nelle liste dei soggetti colpiti non compaiono direttamente i club, ma i loro proprietari. È il caso ad esempio della Vtb Bank, sponsor nonché proprietaria della Dinamo Mosca. La banca è la seconda entità finanziaria del Paese, con rapporti molto stretti col Cremlino e gli asset strategici del Paese. Proprio con la Dinamo Mosca ha realizzato un trasferimento il Bologna in relazione al centrocampista croato di origini italiane Nikola Moro. Il calciatore è stato preso prima in prestito con diritto di riscatto dalla Dinamo Mosca il 29 agosto 2022. La guerra in Ucraina era iniziata poco più di sei prima. I felsinei lo acquisteranno a titolo definitivo il 2 luglio 2023, legandosi a lui con un contratto fino al giugno 2027 e versando nelle casse del club russo 2milioni e 500mila euro. La Salernitana ha invece acquistato il centrocampista norvegese Emil Bohinen dal Cska Mosca per un valore di 3 milioni e 250mila euro. Dal medesimo club è arrivato all'Udinese Jaka Bijol, difensore sloveno valutato 4milioni di euro. Il Torino invece ha fatto entrare in squadra per 2milioni e 750mila euro il calciatore russo, naturalizzato georgiano Saba Sazonov. Il difensore centrale è stato acquistato dai granata il 30 agosto di quest'anno dalla Dinamo Mosca. 

Milionari e "macellai" 

I 30 trasferimenti verso club europei sono avvenuti con squadre russe che risultano in mano a banche statali, compagnie petrolifere, milionari e persino con Ramzan Kadyrov. L'uomo che governa la Cecenia per l'alleato Putin ed è stato definito dai media occidentali "Il macellaio di Groznyj" per le atrocità commesse. Kadyrov è anche il presidente onorario dell'Achmat Grozny, da cui hanno acquistato giocatori Olympique Lione e Red Bull Salisburgo. In Spagna le transazioni sospette fanno capo a Real Sociedad, Espanyol, Cadice, Almería ed Elche. Avrebbero tutte infranto le regole comunitarie. "Questi club potrebbero aver violato le sanzioni: se la squadra appartiene a un oligarca o a un'entità sanzionata può essere facilmente considerata una violazione", ha riassunto Ángel Saz-Carranza, direttore del Centro di Economia Globale e Geopolitica dell'Esade, una prestigiosa Business school di Barcellona. Dello stesso avviso anche l'avvocato ed esperta di sanzioni contro la Russia Heleen Over di Linden.  

Palla al centro per la Russia

Le squadre russe coinvolte sono invece Cska Mosca, Spartak Mosca, Lokomotiv Mosca, Dynamo Mosca, insieme a FC Krasnodar, Rubin Kazan, Zenit e la già citata Achmat Grozny. Anche se i proprietari delle squadre non figurano nelle liste internazionali, la normativa europea sui depositi rende praticamente impossibile effettuare il pagamento e vieta di mettere a disposizione di soggetti russi più di 100mila euro su un conto bancario. Nel caso in cui la vendita di un calciatore va a favore di una squadra i cui proprietari figurano nelle liste europee o nordamericane, i suoi beni, una volta lasciata la Russia, dovrebbero essere congelati. Dalla fine di febbraio 2022 in tutto il mondo sono stati firmati ben 99 accordi tra squadre russe e straniere. Si tratta di 300 milioni di euro in transazioni avvenute dopo l'invasione dell'Ucraina, senza contare i giocatori in prestito che non comportano contributi finanziari.

Vertici del calcio in silenzio

Un caso peculiare è quello del calciatore Arsen Zakharyan della Dinamo Mosca, ingaggiato ad agosto di quest'anno dalla Real Sociedad, chiamata a sostituire David Silva appena ritiratosi. Per acquistarlo sono stati spesi quasi 13 milioni di euro, versati alle banche russe. Interpellata dal giornale El Pais, la squadra basca si è limitata a spiegare che la banca spagnola con cui lavoravano non si è opposta: "Tutti i controlli sono stati effettuati: la categoria 'calciatore' non figurava negli elenchi delle sanzioni", ha sostenuta un portavoce del club. Altri club europei, come il Psv Eindhoven, hanno invece fatto affari con lo Spartak Mosca, che fa capo alla Lukoil, una delle più grandi compagnie petrolifere e di gas al mondo, sanzionata sin dal 2014 dagli Stati Uniti dopo l'annessione della Crimea. A fronte delle accuse diversi club spagnoli ed europei come Red Bull Salisburgo, Nizza o Sparta Praga hanno fatto notare che né la Fifa né l'Uefa, che avrebbero dovuto monitorare i trasferimenti, hanno posto problemi nel fare affari con la Russia. Lo stesso pare possa dirsi per i ministeri dell'Economia nazionali. 

La linea dell'Uefa

Nell'aprile 2022 la Uefa aveva inviato una lettera alle federazioni calcistiche per superare l'ostacolo con i club russi. In base a questo documento una squadra deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per pagare e, in contropartita, può depositare il bonifico nelle mani della Federcalcio nazionale.  La lettera non è stata pubblicata, ma può essere letta sul sito della Federazione bosniaca. Finora solo il Psv Eindhoven ha spiegato di aver seguito le istruzioni dell'Uefa, "spostando i soldi" nelle casse del club russo, ma senza che vi fossero pagamenti diretti e nemmeno i depositi. Altri club europei sostengono di aver versato la somma per il giocatore su un conto terzo che non fa capo alla federazione nazionale, ma ad altre banche europee, dopo essersi accordati con il club russo. 

Pagamenti occulti

Secondo un esperto di diritto privato internazionale interpellato dagli autori dell'inchiesta la Corte Superiore di Giustizia potrebbe essere invocata per capire fino a che punto si spinge la norma sulle sanzioni e se riguarda anche i club di calcio russi, nel momento in cui ad esempio la proprietà sia riconducibile ad aziende ed oligarchi, espressamente colpiti o meno dalle sanzioni. C'è poi tutta una serie di escamotage utilizzati per celare la vera proprietà di una squadra e chi riceve il denaro. "Un tipico modus operandi è quello di interporre reti aziendali con entità situate nei Paesi in cui non vengono applicate sanzioni, per cui non è possibile sapere chi si nasconde dietro quella persona giuridica; un'altra, il pagamento delle transazioni al di fuori dei circuiti bancari europei, presso banche di Paesi in cui tali sanzioni non si applicano", ha spiegato a El Pais Mariano García Fresno, che si occupa di prevenzione del riciclaggio di denaro. A poche settimane dall'inizio del mercato invernale sarebbe utile capire se l'Uefa si deciderà a dettare una linea chiara in merito a questi trasferimenti. Vorrà dire altrimenti che il mondo del calcio sfugge alle regole valide per tante altre aziende europee, penalizzate ma al contempo rispettose delle sanzioni.  

Abbiamo chiesto delucidazioni alle società Bologna e Salernitana su questo tema, ma nel momento in cui pubblichiamo non abbiamo ancora ricevuto risposte. Aggiorneremo l'articolo non appena le riceveremo.

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