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Sabato, 18 Maggio 2024
Il quadro di Windsor / Regno Unito

Brexit finalmente completa, cosa prevede l'accordo sul protocollo dell'Irlanda del Nord

Dopo anni di trattative trovata un'intesa tra Londra e Bruxelles sull'ultima questione che era rimasta ancora aperta da quando si è attuato il divorzio del Regno Unito dall'Unione

Dopo anni di trattative la Commissione europea e il governo britannico hanno raggiunto un accordo politico di principio sul cosiddetto quadro di Windsor. Si tratta di un insieme di soluzioni congiunte ai problemi creati dal protocollo sull'Irlanda del Nord, cioè le regole speciali applicate nella nazione in seguito alla Brexit per evitare un confine fisico sull'isola. L'accordo è stato siglato da un incontro della presidente dell'esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, e il premier britannico, Rishi Sunak.

Perché questo nuovo accordo?

Quando l'allora premier Boris Johnson e l'allora presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, raggiunsero un accordo sul divorzio nell'ottobre del 2019, rimase aperto il nodo nord irlandese. Il problema è che l'appartenenza all'Ue aveva permesso di eliminare la frontiera fisica tra la Repubblica d'Irlanda, governata da Dublino, e la parte nord dell'isola che ricade sotto la sovranità di Londra. Fu proprio la scomparsa di un confine fisico a facilitare gli accordi di pace del Venerdì Santo del 1999, ma con la Brexit però c'era il rischio che il confine fisico tornasse, e con esso le tensioni e le violenze dei tempi dei Troubles. Per evitarlo Johnson e Juncker avevano messo a punto un Protocollo speciale che stabiliva che nonostante l'Irlanda del Nord continuasse ad essere politicamente britannica, dal punto di vista commerciale restava all'interno dell'Unione doganale europea.

In questo modo il confine fisico era stato spostato sulle coste dell'isola, ma questo però ha significato che anche le merci che transitano dalla Gran Bretagna all'Irlanda del Nord, pur rimanendo nella stessa nazione, dovevano ora sottostare a dei controlli e rispettare regolamenti e tassazioni non decise a Londra ma a Bruxelles. Questa e una serie di altre regole avevano scatenato le proteste degli unionisti del Dup, dei più accesi sostenitori della Brexit, ma anche dei problemi burocratici che avevano creato pesanti impedimenti commerciali. Il nuovo accordo raggiunto oggi, che dovrà ora essere ratificato dal parlamento di Westminster, elimina la gran parte di questi problemi. Le soluzioni riguardano, tra l'altro, nuove disposizioni in materia di dogane, agroalimentare, medicinali, Iva e accise, oltre a strumenti specifici volti a garantire che la voce della popolazione dell'Irlanda del Nord sia meglio ascoltata su questioni specifiche.

Via il confine marittimo

Al momento tutte le merci e i prodotti che arrivano in Irlanda del Nord devono essere trattati come se entrassero nell'Unione Europea. L'Ue ha insistito su questo punto per preservare l'integrità del mercato unico e dell'unione doganale, ma questo ha di fatto creato delle frontiere per le merci sulle coste dell'isola, aumentato la burocrazia e impedito l'accesso di determinati prodotti. L'accordo di Sunak mira a risolvere questo problema. Secondo il suo piano, le imprese che hanno aderito a un "sistema di commercio fiduciario" potranno evitare tutti i controlli quando spostano merci dal continente all'Irlanda del Nord. Dovranno semplicemente dichiarare se le merci sono destinate alla vendita in Irlanda del Nord o all'esportazione nella Repubblica.

Nel primo caso i controlli saranno praticamente inesistenti, nel secondo più accurati. Ottenere l'adesione sarà ovviamente più semplice per le grandi catene conosciute e fidate come Marks & Spencer e John Lewis, mentre i fornitori più piccoli potrebbero dover subire un'ispezione dettagliata delle loro operazioni prima di poter accedere al sistema. Queste misure saranno particolarmente utili per i supermercati e i produttori alimentari. Attualmente un camion può aver bisogno fino a 500 certificati diversi per ogni spedizione, e alcuni prodotti come le salsicce sono tecnicamente vietati. Ora questo cambierà. In cambio, l'Ue potrà accedere ai dati britannici "in tempo reale" sui flussi commerciali attraverso il Mare d'Irlanda, per combattere il contrabbando attraverso il confine irlandese.

Iva

Al momento l'Irlanda del Nord deve seguire le regole del mercato unico dell'Ue in settori quali l'Iva, gli aiuti di Stato e le imposte sugli alcolici, ma questo ha impedito a Londra di concedere sgrafi fiscali e aiuti pubblici legati alla crisi energetica, come quelli ad esempio sui materiali a risparmio energetico come i pannelli solari. Con il nuovo accordo, si prevede che tali regolamenti dell'Ue vengano disapplicati in Irlanda del Nord e che la provincia segua le norme britanniche anziché quelle dell'Ue in materia di aiuti di Stato.

Corte di Giustizia Ue

Uno dei punti più sensibili per i fautori della Brexit era che secondo il vecchio accordo, in caso di dispute tra Londra e Bruxelles sul rispetto del patti, l'arbitro era la Corte di Giustizia Ue, che di fatto ora per i britannici è un tribunale straniero. Si tratta di casi a dir poco rari, ma i critici temevano che l'Ue avesse il diritto di avviare automaticamente procedure di infrazione. Co il nuovo compromesso viene istituito un nuovo collegio arbitrale che coinvolga i giudici dell'Irlanda del Nord, in particolare in relazione ai controlli sanitari e fitosanitari, eliminando la Corte di giustizia europea come primo approdo, ma lasciandola come Corte di ultima istanza.

Il freno di Stormont

Infine, per accontentare gli unionisti che temevano di finire sotto il controllo dell'Ue, Sunak ha strappato il cosiddetto "freno di Stormont", dal nome della sede del Parlamento nord irlandese, che avrà appunto il diritto a un "freno", un veto su eventuali nuove regole del mercato unico europeo nella regione, e in questo modo di "salvaguarda la sovranità" della nazione, ha rivendicato Sunak.

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