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Lunedì, 20 Maggio 2024
Il caso / Austria

Salvini denuncia l'Austria all'Ue per il Brennero (ma sbaglia tribunale)

Il ministro ha annunciato il ricorso ai giudici europei contro i blocchi ai tir disposti da Vienna alla frontiera. Ma cita la Corte sbagliata

Per la prima volta, l'Italia porta alla sbarra della Corte di giustizia europea un altro Stato membro dell'Ue. E lo fa nei confronti di un governo che sulla carta dovrebbe essere "amico", l'Austria. La ragione è il Brennero, il confine che, in barba al principio di libera circolazione delle persone e delle merci sancito dai Trattati Ue, è diventato da anni un incubo per gli autotrasportatori italiani.

Da qui passa quasi la metà dell'export italiano, per un valore che la Confcommercio ha stimato sopra i 130 miliardi di euro. Vienna continua a imporre restrizioni al valico per i mezzi di trasporto, lamentando l'alto impatto per l'ambiente dovuto al loro transito. A inizio mese, le code dal lato italiano hanno raggiunto il record di 110 chilometri. Secondo la Cna, questo ha un impatto notevole sui costi delle aziende: per quelle che usano mezzi pesanti, il danno per i blocchi alla frontiera è di 251 milioni di euro all'anno.

La strada della diplomazia, per il momento, non ha portato risultati. E così il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha deciso di rivolgersi alla Corte Ue per riportare l'Austria a più miti consigli. Si tratta, ha precisato Salvini in una nota, "di una scelta difficile ma obbligata a fronte della posizione attendista assunta dalla Commissione e all'impossibilità di raggiungere una soluzione negoziata. Toccherà quindi alla Corte di giustizia chiarire se i divieti austriaci al traffico pesante siano legittimi o se debba prevalere il principio della libera circolazione di merci e persone sancito dai Trattati".

Se la nota è corretta, non lo era stato però l'annuncio di qualche minuto prima da parte di Salvini. Nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, il leader della Lega aveva sbagliato indirizzo: "Il consiglio dei ministri ha disposto il ricorso alla Corte di Strasburgo", aveva detto ai giornalisti. Quella di Strasburgo, in realtà, è la Corte europea dei diritti umani, e non fa parte dell'Ue. La Corte di giustizia Ue ha sede in Lussemburgo. 

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