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Sabato, 22 Giugno 2024
Frodi "sostenibili" / Germania

Il biodiesel cinese invade l'Europa

Potrebbe derivare da fonti non sostenibili. Intanto nell'Ue chiudono gli impianti

Un significativo aumento delle importazioni di biodiesel dalla Cina è stato rivelato da un recente studio. Mentre l'Ue ancora ragiona su come incentivare i biocarburanti basati sui rifiuti, in maniera tale da non sottrarre terreni per coltivare colture energetiche, la Repubblica popolare invade gli Stati membri anche con questo prodotto. I rappresentanti dell'industria del biodiesel di scarto spingono perciò affinché vengano prese misure normative urgenti per non perdere questo treno. Il biodiesel è un'alternativa al diesel a base fossile utilizzato principalmente nel trasporto su strada. Questo prodotto può essere ottenuto direttamente da oli vegetali, come l'olio di colza, o da fonti di scarto come olio da cucina usato o tramite i resti di animali macellati. A gennaio e febbraio 2023 è stato registrato un aumento dell'80%, pari a 300mila tonnellate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I dati emergono da un'analisi di S&P Global Commodity Insights. Secondo gli esperti i biocarburanti importati dalla Cina non sarebbero raffinati da fonti di rifiuti reputate legittime nell'Ue ma da materie prime più economiche e limitate.

Dubbi sulla classificazione

L'allarme è stato lanciato da Fediol, un'associazione che rappresenta i produttori europei di oli vegetali."L'entità della crescita delle importazioni di biodiesel è tale da sollevare interrogativi sull'autenticità della loro classificazione come originata da flussi di rifiuti", ha affermato l'associazione in una nota. "Queste tendenze non possono essere spiegate da altri sviluppi del mercato e sono un segnale che esiste un comportamento anomalo del mercato". I più preoccupati di questo trend sono il governo tedesco e quello olandese. A inizio giugno, insieme ad Ewaba, un'associazione di biocarburanti di scarto, hanno inviato una lettera alla Commissione europea avvertendo che la situazione potrebbe comportare la chiusura di impianti e la perdita di posti di lavoro in tutti gli Stati membri. Secondo quanto riferisce Euractiv, il ministero dell'Ambiente tedesco avrebbe ricevuto "indicazioni di possibili casi di frode" dai partecipanti al mercato. Sarebbero in corso indagini, sia a livello nazionale che europeo, sull'ingresso nel mercato Ue di combustibili "falsamente dichiarati sostenibili, biocarburanti avanzati da rifiuti e materiali residui [...], ma che in realtà sono stati prodotti sulla base di altre materie prime", secondo quanto affermato dal ministero.

Misure urgenti

L'Ewaba rappresenta 37 aziende in 19 Paesi europei, molte delle quali hanno visto operazioni bloccate dalle importazioni cinesi. "La situazione è così grave che attualmente non meno di 11 impianti della rete dei nostri membri hanno interrotto la produzione, mentre altri 10 impianti stanno operando notevolmente al di sotto della loro normale produzione e stanno valutando l'interruzione a breve termine", afferma la lettera firmata da Angel Alvarez Alberdi, segratario generale di Ewaba. I rappresentanti del settore hanno chiesto che venga interrotto il doppio conteggio valido per il biodiesel verso gli obiettivi di energia rinnovabile quando si tratti di carburante originario di Paesi terzi, dove non sia possibile condurre controlli, cosiddetti "audit di integrità", sui sistemi di certificazione volontari. L'associazione chiede quindi "un'efficace sorveglianza e solide pratiche di controllo e verifica a livello mondiale" del biodiesel importato. Solo in questo modo, sostiene, l'Ue potrà evitare "attività dubbie o fraudolente", che danneggiano la competitività dei produttori locali.

Discrepanze

Secondo uno studio del 2022 sulle esportazioni di biodiesel da sei Paesi asiatici, inclusa la Cina, risulta una discrepanza tra i tassi di raccolta dell'olio da cucina usato e i tassi di esportazione del carburante. Un dato che indica la probabilità di frode. Gli autori del dossier, attivisti verdi dell'organizzazione International Council on Clean Transportation (Icct), sottolineano che è difficile determinare quanto sia diffusa la pratica, in particolare in Cina. I produttori cinesi di biodiesel si oppongono ad un trattamento diverso delle loro esportazioni dirette nell'Ue. "Siamo profondamente preoccupati per la potenziale frode nelle esportazioni cinesi di biodiesel", hanno affermato in una lettera riportata dall'agenzia di stampa Bloomberg.

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