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Martedì, 17 Maggio 2022
Il caso / Belgio

Anche i benzinai colpiti dal caro carburante: "Perdiamo 15 centesimi a litro"

Il caso in Belgio, dove per legge c'è un tetto alle tariffe. E così le pompe vanno in perdita

In Belgio i benzinai hanno smesso di guadagnare dalla vendita di carburanti. Anzi, secondo l’organizzazione di rappresentanza dei rivenditori di benzina e diesel, i gestori delle stazioni di rifornimento starebbero addirittura pagando i carburanti a un prezzo più alto rispetto alla tariffa di vendita finale. Questo perché il Paese che ospita la gran parte delle istituzioni europee applica un tetto legale ai prezzi di vendita dei carburanti, ma tali tariffe vengono applicate solo alla pompa dalla quale si riforniscono i consumatori. 

In altre parole, i limiti ai prezzi - il cui adeguamento è soggetto alle leggi del Belgio - colpiscono solo l’ultimo anello della catena che porta il carburante dai pozzi petroliferi ai serbatoi delle auto. Secondo la Brafco, la Federazione belga dei commercianti di carburante, le tariffe massime attualmente fissate dal governo di Bruxelles non tengono conto delle condizioni attuali del mercato internazionale dell'energia. Il prezzo del carburante è infatti salito alle stelle, in Belgio come nel resto d’Europa, fino a toccare picchi superiori ai 2 euro al litro nel Paese. 

Tuttavia, le principali stazioni belghe di rifornimento stanno andando in perdita su ogni litro di benzina o diesel venduto. Secondo le statistiche ufficiali, la perdita ammonta a circa 15-16 centesimi che corrisponde ai costi medi extra del carburante rispetto al prezzo massimo applicato ai consumatori. 

L’aumento dei costi del traffico su strada si è verificato sulla scia delle forti preoccupazioni del mercato energetico innescate dall'invasione russa dell’Ucraina e dalle sue conseguenze. A mettere nei guai il settore, oltre al conflitto militare, sono le sanzioni e le rappresaglie applicate negli scambi tra la Russia e gli altri Paesi che hanno contrastato la scelta di Putin di attaccare Kiev. Solo due giorni fa le dichiarazioni del segretario di Stato Usa, Antony Blinken, a favore dello ‘sganciamento’ energetico dell’Ue dalla Russia hanno fatto salire ai massimi da 14 anni il prezzo di riferimento del petrolio, il valore del Brent, che ha toccato quota 139 dollari al barile.

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