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Domenica, 3 Marzo 2024
Francoforte

Aumentano ancora i tassi su mutui e prestiti: il denaro mai così caro

La Banca centrale europea vara un nuovo rialzo dei tassi di interesse, il decimo consecutivo. Per gli esperti sarà l'ultimo. Ma Lagarde resta vaga: "Inflazione ancora troppo alta, dipendiamo dai dati"

Le sirene della recessione, la stretta sul credito e i dubbi di economisti e imprenditori non hanno fermato la Banca centrale europea: il consiglio direttivo di Francoforte ha deciso di innalzare ancora i tassi di interesse di riferimento. Un aumento di 25 punti base, che porta l'asticella al punto più alto mai toccato da quando è in vigore l'euro. Per chi ha un mutuo a tasso variabile in Italia, significa un ulteriore aggravio mensile tra i 15 e i 25 euro della rata, secondo gli esperti. Da quando è iniziata la corsa al rialzo della Bce, stima il Codacons, oggi una famiglia paga in media 300 euro in più al mese, oltre 4mila euro in più all'anno rispetto al 2021.

La buona notizia per chi ha un tasso variabile è che Francoforte potrebbe avere raggiunto il tetto oltre il quale i tassi non dovrebbero più salire. A partire dal 20 settembre i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente al 4,50%, al 4,75% e al 4,00%, superando il record finora imbattuto del 2008. 

I dubbi sulle mosse della Bce

Alla vigilia della riunione del consiglio direttivo, diversi analisti avevano avanzato l'ipotesi che la Bce volesse mettere in pausa la sua politica di rialzi. Da più parti, infatti, c'è chi pressa Francoforte per i contraccolpi di tali aumenti tanto sulle casse pubbliche di alcuni Stati (in primis l'Italia), sia sull'economia reale per via della minore propensione degli istituti a concedere prestiti e mutui. D'altra parte, se l'aumento dei tassi doveva servire ad arrestare l'inflazione nell'Eurozona e a riportarla al livello di guardia del 2%, il risultato finora è stato deludente. Le ultime previsioni economiche della Commissione europea indicano un'inflazione al 5,6% per il 2023 e al 2,9% per il 2024. Inoltre, le stesse stime di Bruxelles sollevano lo spettro di una recessione, a partire dalla Germania, il Paese che più di tutti ha spinto per alzare i tassi.

Le divisioni sono state interne alla stessa Bce, come ammesso dalla governatrice Christine Lagarde: nella riunione del consiglio direttivo, ha rivelato in conferenza stampa, "avevamo sul tavolo molti dati e li abbiamo studiati attentamente, per ore: e alla fine abbiamo condiviso le valutazioni su pil, inflazioni e andamento" dell'economia. "Alcuni membri non hanno raggiunto le stesse conclusioni, alcuni avrebbero voluto una pausa" nei rialzi, ma sulla scelta di ritoccare i tassi di 25 punti "una forte maggioranza è stata d'accordo", ha spiegato. Il motivo è che per Francoforte l'inflazione potrebbe restare "troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato".

L'impatto sui mutui

Come dicevamo, il nuovo rialzo comporterà un ulteriore aggravio per chi ha un mutuo a tasso variabile. Secondo le stime del Codacons, considerata una fascia media di mutuo a tasso variabile di importo compreso tra i 125mila e i 150mila euro, per una durata di 25 anni, ossia l'importo più richiesto in Italia da chi accende un finanziamento per l'acquisto di una casa, la rata mensile è destinata a salire ulteriormente tra i 15 e i 25 euro. Se si considerano tutti gli incrementi imposti dalla Bce a partire dallo scorso anno, la rata mensile di un mutuo a tasso variabile salirà complessivamente tra i 270 e i 365 euro rispetto a quanto pagato nel 2021, con ripercussioni sulle famiglie comprese tra i 3.240 e i 4.380 euro all'anno in più.

Sulla stessa linea le stime di Facile.it, che invita il governo a estendere "nuovamente la validità dell'agevolazione a favore dei giovani mutuatari, soprattutto in un contesto economico così delicato, caratterizzato dai rincari e dall'aumento dei tassi". Sempre Facile.it, sottolinea come nel 2024 questa tendenza dovrebbe finalmente invertirsi: guardando alle quotazioni di giugno 2024, la rata del mutuo analizzato dovrebbe scendere a 731 euro contro i 760 di media attuali, per poi arrivare a 685 euro a giugno 2025. Una previsione in linea con quanto dichiarato oggi da diversi esperti, secondo cui il rialzo dei tassi avrebbe raggiunto il suo tetto. Ma per Lagarde mai dire mai: "Siamo dipendenti dai dati", ha risposto a chi gli chiedeva se la stagione degli aumenti fosse finita.

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