Mercoledì, 17 Luglio 2024
Crisi alle spalle

"Basta aiuti alle bollette": il monito di Bruxelles ai governi

La Bce chiede di farlo tempestivamente: le imprese hanno accumulato enormi margini di profitto. Mentre i sostegni rischiano di tenere alta l'inflazione e i debiti pubblici

La Commissione europea lo ha detto in maniera più morbida all'ultima riunione con i ministri delle Finanze del blocco: gli aiuti alle bollette delle imprese "devono essere temporanei e scomparire gradualmente man mano che i prezzi dell'energia scendono". La Banca centrale europea è stata più drastica: le misure di sostegno vanno ritirate "tempestivamente e in maniera concordata". Da Bruxelles a Francoforte, dunque, il messaggio è lo stesso: la crisi energetica si sta ridimensionando, ed è ora che le imprese, ma anche le famiglie, tornino a fare i conti con i loro consumi di luce e gas senza supporti di Stato.

Le ragioni della Bce sono legate per lo più all'inflazione: continuare a elargire aiuti sulle bollette rischia di "spingere al rialzo le pressioni inflazionistiche di medio termine, rendendo necessaria una risposta di politica monetaria più risoluta", si legge nel suo ultimo bollettino mensile. Il pensiero di Francoforte sembra rivolto in particolare ai Paesi come l'Italia: "Le politiche di bilancio dovrebbero essere orientate a rendere l'economia dell'area dell'euro più produttiva e a ridurre gradualmente l'elevato debito pubblico. Le politiche volte a migliorare la capacità di approvvigionamento dell'area dell'euro, soprattutto nel settore energetico, possono inoltre contribuire a ridurre le spinte sui prezzi nel medio periodo". A tale riguardo, "il Consiglio direttivo accoglie con favore la pubblicazione delle proposte legislative della Commissione europea per la riforma del quadro di governance economica dell'Ue, che dovrebbe concludersi a breve", aggiunge la Bce riferendosi alla riforma del Patto di stabilità, che il governo di Giorgia Meloni ha contestato in diversi punti. 

Non è un caso che le due questioni (sussidi energetici e Patto) siano stati al centro dell'ultimo meeting dei ministri delle Finanze a Bruxelles: in un documento consegnato dalla Commissione in occasione dell'incontro la raccomandazione è chiara: "Gli aiuti alle imprese devono essere temporanei e scomparire gradualmente man mano che i prezzi dell'energia scendono", si legge nel testo, in cui sottolinea anche che i prezzi del gas hanno raggiunto un tetto massimo nella seconda metà dello scorso anno, e sono in discesa ormai da diverso tempo. Cosa che ha sottolineato anche lo stesso commissario all'Economia, Paolo Gentiloni, ricordando che "gli Stati devono smetterla di sovvenzionare il credito alle imprese e adeguare i quadri concorsuali".

Le ultime previsioni economiche della Commissione considerano la riduzione degli aiuti già un dato di fatto: per il 2023 e il 2024, Bruxelles stima che il deficit nell'area dell'Euro passerà dal 3,2% del Pil al 2,4% "a causa del ritiro quasi totale degli aiuti energetici". L'esecutivo Ue, come la Bce, teme l'impatto di questi aiuti sull'inflazione, ma anche sui debiti pubblici. Con la fine del periodo di sospensione del Patto di stabilità, i governi devono tornare a curare la stabilità dei loro conti pubblici con più decisione: la mano larga è stata consentita prima per la pandemia, poi per la crisi energetica. Gli aiuti di Stato hanno aiutato a salvare l'economia, ma nel frattempo, ha sottolineato la Bce a più riprese, le imprese hanno accumulato enormi margini di profitto. Margini che a loro volta stanno mantenendo alta l'inflazione. Ecco perché uno stop agli aiuti non solo è sostenibile, ma anche necessaria, è il ragionamento di Bruxelles e Francoforte. 
 

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