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Martedì, 31 Gennaio 2023
Transizione ecologica

Tra Europa e Usa intesa a metà sugli incentivi alle auto elettriche

Dopo le proteste, Washington ha esteso la legge sui veicoli puliti anche a quelli commerciali prodotti nell'Ue. Bruxelles: "Trattamento non discriminatorio valga per tutte le tipologie"

Stati Uniti e Unione europea trovano una prima intesa sull'Ira, la legge anti-inflazione con cui Washington vuole rilanciare la transizione ecologica puntando sull'industria di casa e riducendo la dipendenza dall'estero, in particolare dalla Cina. Il pacchetto da 369 miliardi varato da Joe Biden ha però suscitato forti proteste nel Vecchio Continente: il principale pomo della discordia è l'incentivo fino a 7.500 dollari concesso a chi acquista una nuova auto elettrica a patto che questa e i suoi componenti siano prodotti prevalentemente in Nord America. Bruxelles, spinta soprattutto dai costruttori tedeschi e francesi, ha protestato per la decisione, considerata discriminatoria, e la Francia ha persino ventilato l'ipotesi di un ritorno alla guerra commerciale tra le due sponde dell'Atlantico. Adesso, il primo passo distensivo di Washington: la legge verrà allargata anche ai veicoli commerciali puliti prodotti dalle imprese europee.

La "concessione" è contenuta nelle nuove linee guida sull'Ira pubblicate dagli Stati Uniti: le aziende europee potranno beneficiare del regime di credito per veicoli commerciali puliti "senza richiedere modifiche ai modelli di business consolidati o previsti dei produttori dell'Ue", spiega la Commissione europea in una nota. "Si tratta di un vantaggio per entrambe le parti - continua Bruxelles - in quanto rafforza la cooperazione Ue-Usa nel nostro obiettivo comune di combattere il cambiamento climatico e rafforza le catene di approvvigionamento transatlantiche: i contribuenti statunitensi potranno trarre vantaggio da veicoli e componenti elettrici altamente efficienti prodotti nell'Ue, mentre le aziende dell'Ue che forniscono ai propri clienti tramite leasing veicoli puliti all'avanguardia possono beneficiare degli incentivi previsti dall'Ira".

Nella sua prima bozza, la legge prevedeva che, per accedere ai generosi incentivi, il consumatore statunitense avrebbe dovuto comprare un veicolo elettrico rigorosamente assemblato in Nord America e contenente una batteria con una certa percentuale di metalli estratti o riciclati negli Stati Uniti, in Canada o in Messico. L'inserimento dei veicoli commerciali made in Ue è un primo segnale positivo per la Commissione europea, ma non è sufficiente a chiudere la questione. "L'Ue continua a chiedere un trattamento simile e non discriminatorio" anche per i veicoli puliti acquistati dai privati, scrive Bruxelles nella sua nota: "La discriminazione nei confronti dei veicoli e dei fattori produttivi puliti prodotti nell'Ue viola il diritto commerciale internazionale e svantaggia ingiustamente le aziende Ue sul mercato statunitense, riducendo le possibilità di scelta dei consumatori statunitensi e, in ultima analisi, l'efficacia climatica di questo sussidio verde", ricorda la Commissione.

Le trattative tra le due sponde dell'Atlantico, dunque, proseguono. Bruxelles cercherà di far leva sulla task force Ue-Usa, un organismo creato con lo scoppio della guerra in Ucraina e che è servito per affrontare la crisi energetica connessa al braccio di ferro con la Russia. Il maggiore successo della task foce è stato finora l'aumento delle forniture di gas naturale liquefatto dagli Usa, che hanno contribuito in modo significativo a riempire le riserve dei Paesi Ue in vista dell'inverno e a scongiurare rischi di black-out. Si vedrà se la task force riuscirà anche a evitare una nuova guerra commerciale tra Usa e Europa. 

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