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Giovedì, 30 Maggio 2024
Eurozona

"Aumentare ancora i tassi di interesse": la linea dura della Bce per fermare l'inflazione

Nonostante gli effetti su mutui e prestiti, Lagarde tira dritto per "frenare la domanda" e riportare gli aumenti di prezzo entro il limite del 2%

Finché l'inflazione non tornerà entro il 2% la Bce non si darà pace. Lo ha confermato la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde. Intervenendo al Parlamento europeo, la numero uno dell'Eurotower ha esposto la sua linea dura per riportare l'aumento del costo della vita nell'Eurozona entro l'obiettivo della Bce, appunto il 2%, il più presto possibile. La ricetta dell'ex direttrice del Fondo monetario internazionale prevede ulteriori aumenti dei tassi di interesse, con chiare conseguenze su mutui e prestiti, e tagli dei programmi di acquisti.

L'inflazione inizia a calare 

La numero uno di Francoforte ha comunque riconosciuto che l'inflazione ha iniziato la sua discesa. "La riduzione rispetto a dicembre è dovuta principalmente al forte calo dei prezzi dell'energia", ha detto Lagarde. "Allo stesso tempo, il precedente aumento dei prezzi dell'energia e di altri costi dei fattori di produzione si sta ancora ripercuotendo sui prezzi al consumo. Nel complesso, le pressioni sui prezzi rimangono forti e l'inflazione è ancora elevata: escludendo energia e alimentari, è rimasta al 5,2% a gennaio", ha sottolineato in Aula.

Nuovi aumenti sui tassi

Di qui l'intransigenza della Banca centrale: "Nella nostra ultima riunione del 2 febbraio abbiamo deciso di aumentare i tassi di interesse di riferimento della Bce di 50 punti base e prevediamo di aumentarli ulteriormente". "Alla luce delle pressioni inflazionistiche sottostanti - ha aggiunto nel passaggio chiave del suo discorso - intendiamo aumentare i tassi di interesse di altri 50 punti base nella prossima riunione di marzo, dopodiché valuteremo il successivo percorso della nostra politica monetaria".

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"Ridurre la domanda"

La ricetta di Lagarde si basa su una delle più elementari regole della politica monetaria. "Mantenere i tassi di interesse a livelli restrittivi ridurrà nel tempo l'inflazione frenando la domanda e proteggerà anche dal rischio di un persistente spostamento verso l'alto delle aspettative di inflazione", ha precisato. Tuttavia la presidente della Bce ha evitato di fare programmi di lungo periodo e ha garantito che "le nostre future decisioni sui tassi ufficiali continueranno a dipendere dai dati" e verranno stabilite "riunione per riunione".

Tagliare gli acquisti

L'ex ministra dell'Economia francese è poi tornata sul tema degli acquisti di titoli, questione cara soprattutto alle economie più indebitate, come l'Italia. "Nella nostra riunione di febbraio, abbiamo deciso le modalità per ridurre le dimensioni del bilancio dell'Eurosistema nell'ambito dei programmi di acquisto", ha ricordato. "Come comunicato a dicembre, il portafogli" di tali programmi "diminuirà a un ritmo misurato e prevedibile, con un calo medio di 15 miliardi di euro al mese da inizio marzo a fine giugno 2023 e un ritmo successivo da determinare nel tempo". Un annuncio tra le righe su un possibile taglio ancora più consistente degli acquisti che, accompagnato all'aumento dei tassi, dovrebbe porre un freno al carovita. Ma che potrebbe anche avere effetti collaterali non di poco conto.

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