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Domenica, 28 Novembre 2021
Consiglio europeo

Draghi e von der Leyen bloccano i Paesi dell'Est: "Niente muri o filo spinato contro i migranti"

A Bruxelles cinque ore di dibattito tra i leader sul dossier migrazione. L'Italia incassa il sì al ‘Recovery fund’ per gli Stati di partenza e transito, ma anche un richiamo dei governi nordici sui movimenti secondari

Dopo settimane di tentennamenti, l’Ue si è schierata contro la proposta di dodici Paesi - principalmente dell’Est Europa - di costruire muri e barriere ai confini europei per evitare l’ingresso di migranti irregolari. “Non ci sarà alcuno stanziamento” di fondi Ue “per filo spinato e muri”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen al termine del vertice dei leader Ue a Bruxelles. Con l’idea di innalzare barriere fisiche coi fondi Ue “in tanti non sono d’accordo, compresi noi”, ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Draghi dopo l’incontro. “Quello che doveva essere un paragrafo sul finanziamento dei muri non contiene questa possibilità ma ha aperto uno spiraglio sulla discussione sul Patto di asilo e di migrazione, ferma da un anno”, ha aggiunto il premier.

Il progetto di costruire barriere alle frontiere era stata rievocata nella giornata di oggi, in occasione del dibattito al Consiglio europeo sul tema migranti, da parte dei Paesi più esposti all’arrivo di richiedenti asilo dalla Bielorussia. Il governo di Minsk, sanzionato dall’Ue per le presunte elezioni ‘farsa’ dello scorso anno e una serie di violazioni dei diritti dell’opposizione unite al dirottamento di un aereo che viaggiava sui cieli Ue al fine di arrestare un giornalista, è accusato di aorire le porte a migranti in arrivo dal Medio Oriente e dall’Asia per incoraggiarli ad attraversare il confine con Polonia, Lituania e Lettonia, arrivando da questi Paesi poi fino in Germania e negli altri Stati membri. 

“Dobbiamo cambiare la nostra legislazione, a partire da Schengen, per essere pronti a rispondere alla sfida del regime bielorusso” e “dobbiamo parlare di recinzioni fisiche al confine che sono estremamente necessarie come misura a breve termine”, ha detto questa mattina il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda, al suo arrivo alla seconda giornata di vertice europeo a Bruxelles. “Nessuno sa cosa succederà domani e potremmo trovarci di fronte a 3, 4, 5 mila migranti che provano a passare il confine tutti assieme o in punti diversi”, ha aggiunto il leader della repubblica baltica.

“Il bilancio europeo a sostengo del controllo dei confini - è stata la risposta di von der Leyen dopo il vertice - ovviamente include non solo le apparecchiature e il personale, ma anche infrastrutture”. Tuttavia, ha aggiunto la presidente riferendosi alla riunione di cinque ore sul tema "sono stata molto chiara nel ricordare che c’è un’intesa di vecchia data tra la Commissione e il Parlamento europeo secondo la quale non ci sarà alcuno stanziamento per filo spinato e muri”.

Viste le divisioni tra governi, il tema dei muri non è stato incluso nelle conclusioni del summit, che invece riconoscono quanto anticipato da Europa Today nei giorni scorsi in merito a una sorta di Recovery fund per i Paesi di partenza e transito dei migranti che decidono di aiutare l’Europa nel trattenere i flussi. Una ‘vittoria’ per il governo italiano che ha però dovuto incassare un richiamo alla riduzione dei “movimenti secondari” al fine di “garantire un giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà tra gli Stati membri”. Un passaggio richiesto a gran voce dai Paesi nordici destinatari dei migranti che arrivano in Italia per poi scappare attraverso i confini settentrionali. “Il testo originario - ha spiegato Draghi - parlava solo di movimenti secondari, senza un adeguato equilibrio tra solidarietà e responsabilità, concetto che e' stato introdotto esplicitamente”.

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