Venerdì, 30 Luglio 2021
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Chi inquina paga: l’Ue vuole estendere il sistema Ets alle emissioni di auto e impianti di riscaldamento

Le anticipazioni del piano Fit for 55 mettono al centro il metodo di scambio delle quote di inquinamento che ha già costretto le aziende a pagare per i gas serra dovuti alla loro attività

Il sistema Ets per lo scambio delle quote di emissione nell’Unione europea sarà al centro del pacchetto legislativo Fit for 55, che la Commissione presenterà il 14 luglio. Un insieme di provvedimenti necessari per mantenere gli impegni presi sull’ambiente: l’abbattimento entro il 2030 delle emissioni di CO2 del 55 per cento (rispetto ai livelli del 1990). Una prima tappa fondamentale per l’Europa nel lungo cammino verso la neutralità climatica, che Bruxelles spera di raggiungere nel 2050 con l’azzeramento delle emissioni nette di gas serra. Le informazioni in anteprima sul pacchetto che presenterà l’esecutivo europeo a metà mese sono state anticipate da Euractiv, un giornale online specializzato nella legislazione europea. 

La bozza del piano che presenterà la Commissione andrebbe a rafforzare il tetto alle emissioni di CO2 di cui è responsabile l’attività industriale. Il sistema di scambio delle quote di inquinamento verrà inoltre esteso alle emissioni del trasporto marittimo e su strada, oltre a quello causato dal riscaldamento degli edifici. Le ultime riforme al sistema Ets hanno già portato a un aumento da meno di 10 a oltre 50 euro per tonnellata del prezzo delle emissioni di CO2 che grava sulle imprese che inquinano. L’idea del vicepresidente della Commissione europea nonché responsabile per il Green Deal, Frans Timmermans, è quella di incrementare la convenienza per le aziende a investire in tecnologie a basse emissioni. E di far pagar caro l’inquinamento di chi rifiuta l’importanza della transizione verde. I gruppi ambientalisti chiedono un forte aumento del tasso di riduzione lineare del tetto massimo di inquinamento consentito. Una diminuzione fissata all’1,74 per cento l’anno nel periodo compreso tra il 2013 e il 2020, che gli ecologisti vorrebbero portare a oltre il 3 per cento a partire dal 2023.

Un’altra importante novità del piano della Commissione, stando alle indiscrezioni, è rappresentata dalla destinazione delle risorse raccolte con il sistema di scambio delle quote di emissione. Tra quanto versato per compensare l’inquinamento causato dal riscaldamento degli edifici, secondo la bozza riportata da Euractiv, “almeno il 50%” dovrebbe essere ridistribuito alle famiglie a basso reddito. Tuttavia, precisa l’autore del pezzo, Frédéric Simon, “i Paesi dell'Ue sono liberi di decidere come utilizzare il denaro generato dal programma, senza garanzie che le famiglie povere ricevano sostegno sia per le loro esigenze di riscaldamento che di trasporto”.

Tra i provvedimenti destinati a far discutere di più, c’è infatti quello che estenderà il sistema Ets alle emissioni del trasporto su strada. Questa prospettiva che sarebbe un grave errore, ha fatto notare Pascal Canfin, presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo, il quale ha ricordato che dall’introduzione di una simile tassa in Francia è nato il movimento dei Gilet gialli. Una misura, in altre parole, capace di creare tensioni sociali.

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