Sabato, 24 Luglio 2021
Europa Today

Cartello tra Bmw e Volkswagen per non ridurre le emissioni oltre i limiti Ue. Maxi multa da 875 milioni

Le case automobilistiche hanno tenuto nel cassetto i sistemi che avrebbero consentito un minore impatto ambientale dei veicoli diesel. Mercedes-Benz collabora con Bruxelles ed evita l'ammenda

La Commissione europea ha inflitto multe per 875 milioni di euro alla casa automobilistica Bmw e al gruppo Volkswagen, che - oltre all’azienda di Wolfsburg - include Audi e Porsche. L’antitrust Ue ha sanzionato i due costruttori di auto tedeschi dopo aver scoperto la violazione delle norme europee sulla concorrenza in merito allo sviluppo tecnico dei sistemi di riduzione delle emissioni di ossido di azoto. Ha fatto parte del cartello anche la Daimler, proprietaria del marchio Mercedes-Benz, ma la Commissione ha scelto di non multarla perché ha rivelato la condotta anti-concorrenziale alle autorità europee, permettendo a Bruxelles di scoprire le violazioni. 

Il gruppo Volkswagen dovrà borsare 502,3 milioni di euro, mentre i restanti 372,8 milioni saranno addebitati alla Bmw. Le case automobilistiche - ha spiegato la vicepresidente della Commissione, Margrethe Vestager - “possedevano la tecnologia per ridurre le emissioni nocive oltre quanto richiesto per legge dalle norme Ue sulle emissioni”. Tuttavia, “hanno evitato di competere sull'utilizzo del pieno potenziale di questa tecnologia per pulire meglio di quanto richiesto dalla legge”. “Queste case automobilistiche si sono accordate illegalmente per restringere la concorrenza nel settore della tecnologia di pulizia delle emissioni per le auto diesel”, è la conclusione della commissaria Ue. 

Si tratta, ha aggiunto la politica danese, della “prima volta che la Commissione rileva che la cooperazione su elementi tecnici, al contrario della fissazione dei prezzi o della ripartizione del mercato, equivale a un comportamento di cartello”. La Daimler si è salvata dalle sanzioni perché "ha comunicato l'esistenza del cartello alla Commissione e ha pertanto ottenuto la piena immunità dalle ammende”.

“Per oltre cinque anni, le case automobilistiche hanno deliberatamente evitato di competere sulla pulizia” dei loro sistemi di funzionamento “migliore di quanto richiesto dalle norme Ue sulle emissioni”, ha spiegato la rappresentante dell’antitrust europeo. “E lo hanno fatto nonostante la tecnologia pertinente fosse disponibile”. “La legge fissa degli standard minimi di pulizia, che tutti i produttori devono rispettare”, ma “lascia ancora ampio spazio ai produttori per competere nel fare meglio del minimo richiesto”, ha ricordato Vestager. L'accordo tra aziende di tenere nel cassetto le tecnologie a disposizione ha portato alla sanzione Ue.

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