Venerdì, 30 Luglio 2021
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Lotta al cambiamento climatico in Costituzione: il Senato francese blocca il referendum voluto da Macron

La proposta avanzata in origine da 150 cittadini era stata 'annacquata' dai parlamentari conservatori. Lo scontro con la maggioranza dei deputati ha fatto saltare definitivamente il progetto di riforma

Il Senato francese ha votato contro la convocazione del referendum per includere la lotta al cambiamento climatico nella Costituzione francese. La consultazione era stata promessa dal presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ma è stata bloccata dalla camera alta, dove la destra francese ha la maggioranza dei seggi. 

La proposta

In vista delle elezioni presidenziali del 2022, Macron si era impegnato a convocare la consultazione referendaria in risposta alle critiche provenienti dai movimenti ambientalisti di non aver fatto abbastanza per proteggere il pianeta dal riscaldamento globale. L’iniziativa era stata precedentemente ‘annacquata’ dai senatori, che lo scorso maggio hanno rivisto il linguaggio della proposta dei deputati di inserire in Costituzione il dovere dello Stato di “garantire” la lotta ai cambiamenti climatici.

L'opposizione

I legislatori della destra francese, in quell’occasione, avevano espresso preoccupazioni che tale “garanzia” potesse diventare un ostacolo all'innovazione e all’economia francese. Le modifiche al testo confermate ieri dai senatori in seconda lettura hanno chiuso definitivamente la porta allo svolgimento di un referendum, hanno ammesso i centristi del partito di Macron. “I conservatori al Senato non riescono a capire l'importanza delle questioni ambientali”, si legge in una nota del gruppo parlamentare. 

L'idea dal basso

La formulazione originale della riforma costituzionale era stata proposta da un panel di 150 cittadini istituito da Macron per elaborare nuove idee di politiche per combattere il cambiamento climatico. Affinché si tenesse la consultazione referendaria, era necessario il consenso di entrambe le camere sullo stesso testo. “Si chiude così la possibilità per i francesi di esprimersi sul tema di primaria importanza, come quello del futuro ecologico del nostro Paese”, ha detto con rammarico Eric Dupond-Moretti, ministro della Giustizia. 

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