Martedì, 21 Settembre 2021
Europa Today

A Bruxelles aprono le stanze del buco: "Repressione non basta, così riduciamo i rischi della tossicodipendenza"

Il sindaco della città: "Non vogliamo negare che esiste un problema, ma cambiare il paradigma con cui lo gestiamo. Queste persone hanno diritto a un luogo sicuro"

Una stanza del buco a Liegi

Bruxelles ha deciso un approccio nuovo al problema delle tossicodipendenza e autorizzerà la creazione di “stanze del buco”, luoghi in cui si potrà consumare droghe pesanti come l'eroina ma in una situazione controllata e monitorata. La proposta è stata sostenuta da tutti i partiti della maggioranza che hanno presentato un testo che stabilisce un nuovo un quadro giuridico che ha lo scopo di ridurre i rischi associati al consumo di stupefacenti.

Problema da gestire

“La tossicodipendenza è uno di quei temi urbani che il mondo politico ama cancellare come se non esistesse, come i transmigranti, i migranti irregolari”, e dare il via libera a questi servizi “non significa negare che esiste un problema, ma gestirlo cambiando il paradigma di base perché basarsi solo sulla repressione non funziona”, ha spiegato il sindaco Philippe Close sottolineando che diverse città europee, compresa Liegi sempre in Belgio, dispongono già di un'infrastruttura che consente ai tossicodipendenti di consumare in un ambiente sicuro. “Si tratta di un approccio sociale e sanitario. E con questa iniziativa, sia chiaro, non stiamo promuovendo la droga, non mi stancherò mai di ripeterlo. Ma penso che queste persone abbiano diritto a un luogo sicuro per il loro consumo", ha aggiunto.

Riduzione del rischio

Secondo i promotori dell'iniziativa queste strutture favoriscono un approccio di sostegno e riduzione dei rischi al fine di promuovere la salute, il benessere e la dignità dei tossicodipendenti. Sono utili perché evitano lo scambio di siringhe, una delle principali cause di diffusione delle malattie come l'Aids, permettono di analizzare le droghe, evitando che siano tagliate con sostanze pericolose, servono a monitorare le persone che ne usufruiscono ed evitare il rischio di morte per overdose e naturalmente forniscono anche un sostegno sociale e psicologico ai tossicodipendenti, che vengono spinti a rivolgersi a centri di disintossicazione. Per Zoé Genot, del partito ecologista, era essenziale fornire un quadro legale che garantisse la qualità dei servizi offerti ma proteggesse anche i lavoratori di queste strutture.

Spazio sicuro

"Il lavoro iniziato nel 2017 ci ha permesso di fare affidamento sulle nostre competenze, creando uno spazio sicuro per queste pratiche e ora stiamo diventando la prima regione a legalizzare le sale di consumo o il trasporto dei farmaci per i test", ha sottolineato. Nel maggio 2018 il Parlamento vallone aveva già approvato una risoluzione volta ad allestire locali di consumo sorvegliati e a minor rischio, sotto forma di esperienze pilota di sistemi integrati per ridurre i rischi associati alla dipendenza e alla tossicodipendenza nelle grandi città francofone. “Dall'inizio della precedente legislatura, con il supporto del settore associativo, abbiamo difeso instancabilmente l'implementazione di dispositivi di riduzione del rischio. E ora tale quadro normativo ci permetterà di aiutare uno dei gruppi più vulnerabili della nostra regione in modo più efficace e più umano", ha commentato la socialista Julien Uyttendaele.

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