Europa, casa

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I giovani e l'ambiente in Costituzione

E' la proposta alla base dell'iniziativa Figli Costituenti. Che ricorda anche l'importanza della 'sana' spesa pubblica per il futuro delle giovani generazioni e per la lotta ai cambiamenti climatici

“Questa è l'unica epoca della storia in cui c'è gente che torna in Molise!” frizzava il nongiovane Francesco Mandelli nel film del 2009 ‘Generazione 1000 euro’. Forte dell’annosa sensazione di chi entra oggi nel mondo del lavoro che i genitori se la fossero passata meglio ai loro tempi, il genere “ci avete rubato il futuro” è stato rilanciato con successo da Greta Thunberg infuriata con gli adulti che lasciano ai bambini “una casa che va a fuoco”.

Per carità, Greta è una fantastica attivista: poco da aggiungere. Ma il suo Fridays for Future non è nulla di nuovo: la Primavera araba, la causa Juliana contro gli Stati Uniti, e la protesta degli ombrelli di Hong Kong nascono come movimenti di protesta fortemente legati alla percezione di intollerabili disuguaglianze intergenerazionali. E anch’io nel mio piccolo - quando mi chiedono che ci faccia all’estero - rispondo in maniera ingrata che la colpa è del mercato di lavoro che i baby boomer italiani si lasciano alle spalle. 

Secondo gli attivisti del partito Più Europa, la soluzione sarebbe d’inserire in Costituzione un obbligo per il legislatore di considerare i giovani e l’ambiente nello sviluppo di ogni nuova legge. Per questo stanno promuovendo una raccolta firme per la proposta d’iniziativa popolare ‘Figli Costituenti’. Su invito del gruppo Più Europa Bruxelles, ho commentato questa iniziativa al Jubel - European Democracy Festival tenutosi al Parco Cinquantenario di Bruxelles.

Ho ricordato che nella sfida del cambiamento climatico siamo tutti coinvolti: istituzioni politiche,imprese e ciascuno di noi nella propria quotidianità. Narrative come “il popolo contro il governo” o “i bambini contro gli adulti” possono essere accattivanti ma è adesso è necessario ritrovarci uniti. L'Unione europea sta dando l'esempio e speriamo che il resto del mondo lo segua.

In aggiunta, ho commentato un altro pilastro di Figli Costituenti: la disciplina delle finanze pubbliche. Il debito pubblico è considerato da alcuni come un simbolo di disuguaglianza intergenerazionale, ma personalmente sarei più cauto nell’esprimere giudizi. Infatti alcune voci di spesa pubblica come l’istruzione e gli investimenti in tutela ambientale sono necessarie a garantire un futuro migliore per le nuove generazioni.

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Per maggiori dettagli sulla proposta Figli Costituenti: https://figlicostituenti.eu

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Se Bruxelles e i piccoli centri d’Europa si parlano di più, vinciamo tutti. Sono un economista con esperienze in politiche della concorrenza, disuguaglianze, crescita e azione climatica. Ho lavorato e vissuto a Londra, Ginevra e Budapest. Siciliano, vivo a Bruxelles dal 2013

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