Lunedì, 2 Agosto 2021
Europa Today

Nove ragazze su 10 vittime di catcalling, il sondaggio che imbarazza il Belgio

Fischi, commenti pesanti, sguardi insistenti e minacciosi, le ragazze del Paese nord europeo non si sentono sicure nelle strade, a causa anche di un controllo sociale che si sta indebolendo

Quello delle molestie sessuali è un problema purtroppo ancora molto pressante in Belgio e riguarda addirittura il 91 per cento delle ragazze e il 28 per cento dei ragazzi. Questo è quanto mostra uno studio dell’Ong Plan International, realizzato insieme all’Istituto di ricerca Dedicated, condotto attraverso interviste a 700 giovani tra i 15 e i 24 anni di Bruxelles, Charleroi e Anversa. Le percentuali di chi denuncia di essersi sentito molestato in strada con parole di troppo, sguardi minacciosi o insistenti, fischi o altri comportamenti percepiti come aggressivi sono altissime, nonostante nel 2014 nel Paese sia stata adottata una legge che punisce le azioni ripetute a connotazione sessuale o sessista negli spazi pubblici con multe che vanno dai 50 ai 1000 euro, ma anche con la minaccia di un periodo di reclusione che va da un mese a un anno. Come riporta Le Soir, per la vice primo ministro Joëlle Milquet si tratta di una “pratica inaccettabile” ancora troppo presente.

Heidy Rombouts, direttrice del Plan International, ha spiegato che le molestie sessuali possono assumere diverse forme, ma secondo lo studio “i fischi e i commenti sessisti sono i più frequenti e colpiscono 4 ragazze su 5”, aggiungendo che 1 ragazza su 3 è invece stata vittima di sguardi insistenti, commenti sull'aspetto fisico, tentativi di flirt troppo aggressivi e indesiderati. “Si deve lavorare sugli effetti che questi comportamenti possono avere e rendersi conto che tutti possono esserne fautori, anche inconsapevolmente”, ha detto Rombouts, che per altro ha rimarcato sul fatto che troppi pochi giovani riescono a denunciare le molestie. Dallo studio si evince che questi eventi possono avvenire ovunque e in qualsiasi momento. Tuttavia, alcuni luoghi risultano essere più comuni, come le strade e i trasporti pubblici. Il dato allarmante è che la maggior parte delle molestie avvengono nel percorso casa-scuola.

Per rispondere a questa situazione, Plan International ha sviluppato la piattaforma digitale “Safer cities” attraverso cui i giovani tra i 15 e i 30 anni possono condividere la loro posizione nel caso in cui si sentano poco sicuri o impauriti. Il servizio è attivo nelle città belga di Bruxelles, Anversa, Ghent e Charleroi e nelle città spagnole di Madrid, Barcellona, Alcobendas e Siviglia. Dai dato raccolti da Plan International, nel maggio 2021, la piattaforma ha contato quasi 3mila segnalazioni in qualsiasi momento della giornata, con minore percentuale nelle ore della notte, probabilmente a causa delle restrizioni in vigore in quel periodo a causa della pandemia, che per altro ha contribuito all’aumento delle molestie data la mancanza di persone nelle strade. “Il controllo sociale è venuto meno” ha spiegato Rombouts. La piattaforma ha aiutato Plan International a procedere con lo studio, da cui per altro si evince che le molestie incidono e limitano la libertà quotidiana dei giovani, soprattutto delle ragazze.

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