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Mercoledì, 19 Giugno 2024
La decisione / Austria

Lo zoo più antico del mondo vieta di dare nomi agli animali: non umanizziamoli

Per il direttore dello Schönbrunn di Vienna bisogna concentrarsi solo sulla specie e la sua conservazione. In Italia era stata la ministra Roccella a criticare chi chiama i cani come gli umani

Lo zoo più antico del mondo ha deciso che da oggi in poi non si daranno più nomi agli animali, per non "umanizzarli" e perché l'attenzione si concentri sulla specie intera e la sua conservazione. "Un tempo faceva effetto quando un direttore aveva in braccio un cucciolo. Naturalmente, questo era accompagnato da un'umanizzazione dell'animale selvatico", ha dichiarato Stephan Hering-Hagenbeck, il direttore dello zoo di Schönbrunn di Vienna, al quotidiano Tiroler Tageszeitung. "Ma la conservazione di una popolazione deve essere in primo piano quando si parla di conservazione delle specie, e non del singolo individuo", ha aggiunto.

Come spiega il Times si tratta di una significativa rottura con la tradizione in quanto n passato, lo zoo austriaco ha invitato il pubblico a presentare idee per i nomi di alcuni dei suoi nuovi arrivi. Per una femmina di orso polare nata nel 2019 sono stati ricevuti quasi 21mila suggerimenti, anche dal Giappone e dagli Stati Uniti, prima che venisse scelto il nome Finja. Hering-Hagenbeck ha spiegato ce ora lo zoo ha anche cambiato il suo sistema di sponsorizzazione e ora cerca finanziamento per le specie piuttosto che per i singoli animali.

Il sindaco di Vienna è stato il mecenate di Finja, mentre il tenore Jonas Kaufmann ha sponsorizzato una coppia di gibboni, Rao e Sipura. Molto famosi erano anche Yang Yang il panda e Amari la giraffa. Ora questo non potrà più accadere. Lo zoo Schönbrunn è stato fondato nel 1752 nei giardini dell'omonimo castello, la principale residenza estiva della dinastia asburgica, e ha ricevuto il suo primo elefante nel 1770. È il più antico zoo ancora oggi in funzione.

Hering-Hagenbeck ha dichiarato che il cambiamento di politica è stato un passo pionieristico per gli zoo dei Paesi di lingua tedesca e riflette un cambiamento del loro ruolo. "All'inizio l'attenzione era rivolta a mostrare specie animali sconosciute alla maggior parte dei visitatori", ha detto. "Dagli anni '70, con un numero crescente di successi di riproduzione al di fuori dell'habitat naturale, il giardino zoologico ha fornito un quadro per la creazione delle prime popolazioni di riserva. Ora il nostro lavoro scientifico si concentra sulla conservazione delle specie".

Recentemente hanno fatto discutere in Italia le parole della ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, che ha criticato chi dà nomi di esseri umani ai cani. "Quando mi capita di portare il mio cane ai giardinetti, sento gli altri padroni chiamare i propri cani Eugenio, Riccardo o addirittura “Giovanni Maria", sostenendo che si tratterebbe di una "una confusione non casuale", che deriva da "un tentativo di appaiare i nomi che si danno ai bambini a quelli dei cani è sintomo di un desiderio di affettività e famiglia che evidentemente c’è, che però viene trasferito in maniera impropria sugli animali". Tempo fa era papa Francesco aveva anche criticare chi tratta e considera i prpri animali alla stregua di figli.

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