Whistleblower, arriva la protezione Ue per chi denuncia frodi e corruzione in azienda

Dopo i casi Dieselgate, Panama Papers e Cambridge Analytica, Bruxelles decide di incoraggiare impiegati e funzionari che scelgono la strada della trasparenza 

Christopher Wylie, l'uomo che ha portato alla luce lo scandalo Cambridge Analytica

Proteggere e incoraggiare chi sceglie di mettere a repentaglio la propria carriera per senso di giustizia, facendo venire a galla comportamenti illeciti interni all’organizzazione per cui si lavora. Con questo scopo è stato raggiunto un accordo tra Parlamento e Consiglio Ue sulle garanzie per i cosiddetti “whistleblower”. Si tratta degli “informatori”, che denunciano le malefatte della propria azienda o amministrazione. Questi soggetti, da sempre bersagliati con licenziamenti, mobbing, discriminazioni e, nei casi più estremi, con vere e proprie minacce e violenze, beneficeranno di una serie di garanzie. 

Si comincia con il divieto di licenziamento, retrocessione di grado e altre forme di ritorsione nei loro confronti. Chi informa le autorità sulle malefatte dei propri datori di lavoro non andrà nemmeno incontro a procedimenti giudiziari. Entrerà inoltre in vigore un obbligo per gli Stati membri di informare i cittadini in merito alle procedure di denuncia delle irregolarità e ai meccanismi di protezione disponibili.

Le nuove norme creeranno un sistema di canali di comunicazione sicuri al fine di permettere sia le segnalazioni interne che le denunce alle forze dell’ordine o a mezzo stampa. Gli “informatori” verranno dunque incoraggiati a utilizzare dapprima le procedure di segnalazione interne, nei casi in cui la violazione che intendono rivelare possa essere risolta efficacemente all'interno della loro organizzazione e purché non rischino ritorsioni. Nei casi di maggiore gravità potranno invece rivolgersi direttamente alle autorità competenti. Garantita anche la possibilità di divulgare le informazioni in questione anche ai media, regola che proteggerà le fonti dei giornalisti d’inchiesta.

Attualmente, i meccanismi di protezione accordati a chi denuncia frodi e corruzione all’interno della propria azienda nell'Unione europea sono frammentati e disomogenei. Nella maggior parte dei Paesi tale protezione è parziale e si applica solo a settori specifici o a determinate categorie di lavoratori. In seguito a vari scandali che hanno colpito aziende e istituzioni europee, si è deciso di garantire livelli minimi di protezione in tutta l’Unione, per promuovere l’impegno civile per la trasparenza.

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