Ue, Weber si candida a sostituire Juncker. Con il sostegno di Orban e Merkel

Il leader dei popolari al Parlamento europeo lancia la sua corsa alla presidenza dell'esecutivo comunitario. Con lui il leader ungherese. Che per il momento non tradisce la cancelliera tedesca per Salvini

L'europarlamentare tedesco Manfred Weber ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della Commissione europea. Considerato l'uomo di Angela Merkel e leader del Partito popolare europeo a Strasburgo, Weber proverà a succedere a Jean-Claude Junker. Tutto dipenderà dall'esito delle elezioni europee di maggio, che disegneranno i nuovi equilibri politici a livello Ue. Il politico bavarese dovrà fare i conti con l'avanzata dei partiti cosiddetti populisti. Ma intanto incassa il sostegno di uno dei massimi esponenti di questo fronte, il premier ungherese Viktor Orban, che nonostante le aperture a Salvini, sembra voler restare ancorato al partito della cancelliera tedesca e di Silvio Berlusconi. 

Spitzenkandidat

La discesa in campo di Weber rappresenta una candidatura per il congresso interno dei popolari europei, che si terrà a novembre con l’obiettivo di scegliere uno “Spitzenkandidat”. La presentazione di un “principale candidato” è una consuetudine che si è consolidata dalla scorsa legislatura con l’elezione di Jean-Claude Juncker a presidente della Commissione, che all’epoca guidava i popolari risultati vincitori alle europee del 2009. Anche se le elezioni che si terranno a maggio del 2019 sembrano dall’esito molto incerto, il capogruppo dei popolari ha buone chance di aggiudicarsi la vittoria. La leadership del centrodestra nel panorama politico europeo va avanti dal 2004, quando fu scelto il portoghese Barroso per succedere a Romano Prodi. 

Merkel non starà a guardare

Proprio nel 2004 faceva il suo ingresso nel Parlamento europeo Manfred Weber, che era già stato il parlamentare più giovane della storia in Baviera quando fu eletto a soli 29 anni. Oggi quarantaseienne, milita nell’Unione Cristiano-Sociale bavarese, partito alleato dei cristiano-democratici di Angela Merkel, ma che è diventato negli ultimi mesi una spina nel fianco della cancelliera, per via delle continue minacce di dare una spallata al fragile equilibrio che tiene in piedi il quarto esecutivo guidato dalla Merkel. Al centro delle tensioni tra gli alleati vi è l’approccio di accoglienza dei migranti, che viene ora contestato soprattutto dai bavaresi. Il sostegno a Weber servirebbe dunque alla cancelliera per rinsaldare l’alleanza di governo. 

Amico di Orban

Weber conta, almeno per ora, sull’appoggio da parte del Primo ministro ungherese Viktor Orban, che ha incontrato pochi giorni fa il ministro dell’Interno Matteo Salvini per discutere la nascita della Lega delle leghe, un contenitore politico per cambiare radicalmente i destini d’Europa. Il premier ungherese, a differenza del leader leghista, milita nel Partito popolare europeo e la sua vicinanza al possibile Spiritzenkandidat Weber si cela dietro alla ripetuta difesa da parte dell’eurodeputato bavarese delle controverse politiche adottate dall’Ungheria da quando Orban è presidente. Fece tanto discutere anche il tweet di Weber per congratularsi dell’ultima vittoria alle elezioni da parte di Orban, dopo una campagna elettorale del leader ungherese caratterizzata da toni particolarmente duri sull’Europa e l’immigrazione.

Il sostegno di Orban a un candidato tedesco e popolare segnerebbe un passo indietro nei rapporti con Salvini. L’ungherese non può comunque ignorare il vantaggio di stare nei popolari in termini di appoggio alle sue controverse politiche, in particolare nei momenti caldi come durante la seduta del Parlamento europeo a Strasburgo della prossima settimana quando gli eurodeputati decideranno se sanzionare o meno l’Ungheria per le sue leggi anti migranti e ong. Vedere come si comporterà il partito guidato da Weber in quella circostanza servirà a capire meglio gli equilibri interni al centrodestra europeo.

Altri partiti

Proprio su questo argomento si sono fatte sentire le prime reazioni da parte degli altri partiti, a partire dai Verdi che per bocca di Philippe Lamberts hanno precisato che “Manfred Weber non può rivendicare la presidenza della Commissione europea senza dare garanzie sul suo impegno nei confronti dei valori europei”. “Esortiamo Weber e il suo gruppo”, ha proseguito il capogruppo degli ambientalisti, “a votare a favore delle sanzioni contro l'Ungheria per aver violato i valori fondamentali dell’Ue”. 

Prime dichiarazioni di Weber

Dal canto suo, l’aspirante candidato a presiedere la Commissione europea ha fatto sentire la sua voce prima su Twitter e poi dal vivo in una presentazione della propria candidatura nella sede di Bruxelles del Parlamento europeo. Nella sua prima uscita pubblica da candidato ha sostanzialmente riaffermato le linee guida stabilite su Twitter e non ha accettato domande dai giornalisti che hanno partecipato all’evento. Weber ha annunciato la sua volontà di “diventare il candidato capolista del Ppe alle elezioni europee del 2019 e essere il presidente della Commissione” per difendere “la sopravvivenza del nostro stile di vita europeo”. Secondo il capogruppo dei popolari, “l'Europa è a un punto di svolta e le elezioni europee decideranno il futuro dell’Ue”. Weber ha promesso di contribuire “a riportare l'Europa vicina ai cittadini e a ricreare legami tra i cittadini e l’Ue” e di “dare inizio a un nuovo capitolo nell’Ue”.

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