"La presidente della Commissione Ue ha violato l'isolamento", von der Leyen sotto accusa

Giovedì aveva lasciato il Summit Ue dopo che un membro dello staff è risultato positivo al Covid-19, poi è andata in Germania. Il portavoce: "Non ha avuto contatti a rischio, non era obbligata a osservare la quarantena"

Ursula von der Leyen - foto Consiglio europeo

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, avrebbe violato la quarantena che le prescriveva di restare in casa e non viaggiare, dopo essere entrata in contatto con un caso di coronavirus e quindi potenzialmente a rischio. “La presidente è in Germania”, ha ammesso oggi in conferenza stampa il suo portavoce Eric Mamer, dopo una lunga serie di domande rimaste per qualche minuto senza risposta “per motivi di sicurezza”. von der Leyen aveva abbandonato il vertice Ue della scorsa settimana all’inizio dei lavori dopo che un membro della dirigenza dell’esecutivo comunitario era risultato positivo al Covid-19. La stessa aveva poi subito tranquillizzato tutti con un tweet dove ricordava di essere risultata negativa al tampone. Ciononostante, ha scritto sui social, “per precauzione, lascio immediatamente il Consiglio europeo per mettermi in isolamento”.

Per seguire un protocollo precauzionale era stata cancellata anche la visita ufficiale prevista per ieri (lunedì 19) e oggi, e per questo si immaginava che fosse rimasta a Bruxelles. La politica tedesca si è invece spostata nella sua Germania dove, a quanto si apprende solo oggi, sta trascorrendo il periodo di auto-isolamento. “Non è una quarantena obbligatoria”, ha precisato però il suo portavoce. Al contrario di ciò che era emerso nelle prime ore, ha chiarito Mamer, la presidente “non è stata in contatto” con la persona poi risultata positiva “per il tempo previsto” dalle regole del Belgio “e a poca distanza o senza mascherina”. “È stato deciso con consapevolezza che, tuttavia, sarebbe andata in auto-isolamento per evitare alcun rischio”, ha aggiunto il portavoce Ue.  “Vi ricordo - ha concluso rivolto ai giornalisti sempre più incuriositi dalla vicenda - che la presidente si trovava nel contesto del Consiglio europeo”, al quale partecipano i capi di Stato o di Governo dell'Ue.

La decisione di andare in auto-isolamento, secondo quanto affermato oggi dal servizio dei portavoce, non sarebbe stata dunque una scelta obbligata alla quale la politica tedesca si è sottoposta dopo essere entrata in contatto con una persona positiva al Covid. Si sarebbe trattato invece di una libera scelta, che dunque non costringeva la presidente a rimanere in Belgio. Le ragioni della presidenza non hanno comunque fermato i dubbi e le critiche di molti giornalisti che, convinti fino a stamani che la presidente fosse in isolamento a Bruxelles o nei dintorni della capitale belga, hanno invece scoperto che von der Leyen ha viaggiato per almeno 150 chilometri per raggiungere il proprio Paese d’origine.

A complicare la vicenda c’è anche il precedente di Phil Hogan. L’irlandese, ex commissario europeo al Commercio, ha dovuto lasciare l’incarico a fine agosto dopo che la stampa riportò la sua partecipazione a un evento in un locale chiuso al quale avevano partecipato 80 persone senza rispettare le norme anti-Covid. A chiedere le dimissioni di Hogan, secondo quanto riportato nei giorni dello scandalo, fu la stessa von der Leyen. Che oggi si trova a doversi difendere dall’accusa di non aver rispettato le regole per limitare il rischio di contagio della pandemia che sta mettendo in ginocchio l’Europa e il mondo intero.

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