Commissione Ue, parità di genere ancora lontana: “Solo 7 donne su 19 candidature”

Von der Leyen chiede equilibrio, ma gli Stati continuano a proporre soprattutto uomini per i ruoli europei di peso. Mentre i piccoli Paesi giocano a carte scoperte, Francia e Italia non hanno ancora avanzato nomi

Comincia a prendere forma la nuova Commissione europea, con 19 candidature ufficiali pervenute dagli Stati membri. La presidente eletta, la tedesca Ursula von der Leyen, dopo un tour nelle principali capitali, dalla prossima settimana sarà al lavoro a Bruxelles per sciogliere i nodi centrali del nuovo Esecutivo europeo. L’insistenza da parte di molti Paesi per ottenere portafogli economici di peso dovrà però fare i conti con la corsia preferenziale riservata a chi propone donne di spessore e competenza, come annunciato dalla stessa presidente nel suo discorso di fronte all’Eurocamera. Per il momento sono solo sette quelle indicate dagli Stati membri sulle 19 candidature già pervenute alla presidente. 

Otto sono invece i Paesi che hanno confermato la loro fiducia nei commissari uscenti, mentre Francia e Italia devono ancora render note le loro indicazioni, ma hanno tempo fino al 31 agosto. La Lettonia ha riproposto il vicepresidente per l'Euro Valdis Dombrovskis (Ppe) mirando a mantenere un portafogli economico. La Bulgaria è tornata a schierare Mariya Gabriel (Ppe), responsabile dell'Economia digitale, confidando di poterla riconfermare nello stesso ruolo. L'Irlanda ha rimesso in gioco Phil Hogan (Ppe) aspirando ad Agricoltura o Commercio, mentre la Repubblica Ceca ha rilanciato con Vera Jourova (Re), attuale commissaria alla Giustizia, guardando ad un pacchetto economico o al Digitale. La Slovacchia ha confermato Maros Sefcovic (Pse) vice presidente per l'Unione dell'Energia per riconquistare un posto consistente, mentre l'Austria ricandida Johannes Hahn, che vorrebbe restare all'Allargamento. L'olandese Frans Timmermans (Pse) tornerà nel ruolo di primo vicepresidente, e anche la danese Margrethe Vestager (Alde), ora titolare della Concorrenza, avrà una posizione di vertice. 

Tra gli esordienti ci sono lo spagnolo Josep Borrell (Pse) - che succederà a Federica Mogherini nel ruolo di Alto rappresentante - oltre alla ministra per gli Affari europei maltese Helena Dalli (Pse). La parlamentare cipriota Stella Kyriakides (Ppe) è papabile per Salute o Affari sociali mentre l'ambasciatore presso la rappresentanza dell’Ue, Janez Lenarcic, è l’uomo scelto dalla Slovenia per sperare di ottenere il dicastero dell'Allargamento o degli Affari regionali. La Grecia punterà su Margaritis Schinas (Ppe), già a capo dei portavoce della Commissione europea, ex europarlamentare e grande conoscitore della macchina europea. L'ex ministro del Lavoro del Lussemburgo, Nicolas Schmit (Pse) si è invece candidato ad un portafoglio per le Politiche sociali. Tra le donne proposte troviamo anche la ministra dell'Economia estone Kadri Simson (Re) interessata a Trasporti e Mercato interno. Tra le candidature già note ci sono anche il polacco Krzysztof Szczerski (Ecr) capo di gabinetto del presidente Andrzej Duda, l'ex ministro della Giustizia ungherese Laszlo Trocsanyi (Ppe), interessato all’Allargamento, e l'ex ministro delle Finanze finlandese Jutta Urpilainen (Pse).

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