Una 'casa' di 25mq per la nuova presidente della Commissione Ue

L'appartamento sarà annesso al suo ufficio, al 13esimo piano del Berlaymont, sede dell'esecutivo. Servirà a risparmiare sul costo della security, spiega il suo staff. Sulla carta, ha diritto a un'indennità mensile per l'alloggio di 4.185 euro

Niente residenza ufficiale, perché nonostante le lamentele del suo predecessore Jean-Claude Juncker, il leader della principale istituzione dell'Unione europea non ha ancora una 'sua' casa di rappresentanza. Ma neppure costosi appartamenti o lussuose suite d'albergo. La tedesca Ursula von der Leyen ha scelto di trascorrere i prossimi 5 anni da presidente della Commissione Ue in un monolocale di 25 metri quadrati, annesso al suo ufficio di Bruxelles.

A rendere nota questa scelta è stato lo stesso staff di von der Leyen. Stando a quanto riporta l'agenzia stampa Afp, la leader Ue dormirà in un alloggio ricavato al 13esimo piano di palazzo Berlaymont, la sede della Commissione europea a Bruxelles. Si tratta di un ex ufficio che è stato convertito in modo da poter dormire lì durante la settimana. Tale scelta consentirebbe anche di risparmiare sul costo per la security. La sua "residenza principale è sempre e rimane Hannover", in Germania, ha detto un funzionario.

Oltre al suo stipendio mensile di 28mila euro come presidente della Commissione, ricorda La Presse, von der Leyen ha diritto a un'indennità per l'alloggio di 4.185 euro al mese. Non è al momento chiaro se continuerà a percepirla mentre vivrà nel suo ufficio. Von der Leyen inizierà il suo lavoro alla guida della Commissione europea a novembre.

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All'inizio di quest'anno il presidente uscente Juncker aveva lamentato la mancanza di una residenza ufficiale in un'intervista al quotidiano tedesco Bild, affermando di non poter invitare i leader mondiali a parlare con lui "seduti sul letto" nel suo hotel. Juncker viveva in una suite al costo di 3.250 euro al mese. L'ex premier lussemburghese ha affermato che il capo della Nato Jens Stoltenberg a volte invitava lui e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk a rimanere nella sua residenza "quando avevano bisogno di riposo". 

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